International Editor’s Picks – 6 luglio 2015

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6 Luglio 2015 - 15:07

Grecia o non Grecia, meglio l’Europa di Wall Street
L’azionario europeo ha sovraperfomato quello americano da inizio anno e continuerà a farlo, Grecia o non Grecia. La pensa così Erin Gibbs, equity chief investment officer di S&P Investment Advisory Services, secondo quanto riporta Yahoo Finance. “Quello che vedo (in Europa) è una gran bella opportunità di acquisto”, ha dichiarato la Gibbs, che stima che l’indice S&P Europe 350 sia oggi scambiato a 15,2 volte gli utili attesi contro un multiplo di 17 per l’S&P 500.
La Gibbs infatti vede anche un altro fattore che gioca a favore dell’Europa, una crescita più alta degli utili rispetto all’America: più 10% quest’anno contro un andamento piatto a Wall Street. Il che vuol dire che i prezzi delle azioni europee sono ancora più convenienti. Quali azioni? Le favorite della Gibbs sono Sanofi, Marks & Spencer e Zurich Insurance Group. Ed è così poco preoccupata della Grecia che non consiglia neanche di proteggersi dal rischio di cambio.

Il deficit pubblico che non c’è quasi più in Usa
Uno degli effetti collaterali della ripresa economica americana dalla grande recessione causata dalla crisi finanziaria è la caduta verticale del deficit federale, crollato di oltre due terzi, dal picco di $1,4 trilioni del 2009 ad appena $412 miliardi a fine maggio, secondo i dati più recenti resi noti dal Dipartimento al Tesoro Usa. “È letteralmente in caduta libera” ha detto a Fox Business Greg Valliere, strategist politico di Potomac Research Group.
I tassi a zero hanno sicuramente aiutato la caduta del deficit pubblico, ma la ragione principale sta nel taglio drastico della spesa realizzato con i bilanci federali del 2013 e 2011. Tuttavia non c’è solo il deficit, ma anche il debito, vale a dire la somma dei deficit cumulati negli anni. E qui i numeri raccontano una storia diversa. Il debito federale continua infatti a salire, l’ultimo dato dice che ha raggiunto $18,2 trilioni, quasi il doppio rispetto ai $10,6 trilioni di gennaio 2009. Per far scendere il debito non basta un deficit annuale che scende, serve un surplus di bilancio.

Arriva anche il crowfunding per salvare la Grecia

Dall’Ottocento il salvataggio della Grecia è il sogno romantico dei giovani britannici. Allora andava salvata dal tallone di ferro ottomano, oggi dai creditori senza cuore. La testata Entrepreneur riporta che il ventinovenne londinese Thom Feeny ha lanciato ilGreek Bailout Fund, una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Indiegogo, specializzata nella raccolta di microfinanziamenti sul web. Missione del romantico Feeny raccogliere 1,6 miliardi di euro, quanto serviva per pagare la rata del debito con il Fondo Monetario Internazionale scaduta la scorsa settimana.
Il Greek Bailout Fund è riuscito a mettere insieme solo 1,4 milioni generosamente donati da 82.000 persone, non male per un crowfunding in pochi giorni, ma a una distanza stellare dalla montagna di soldi che serve alla Grecia per salvarsi. Un risultato simbolico, anche perché non è chiaro come saranno utilizzati e a chi saranno versati gli 1,4 milioni raccolti.06

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