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Dollaro USA, le ragioni che giustificano un trend in ascesa

29 Giugno 2015 12:42
financialounge -  cina dollaro innovazione Loomis Sayles Natixis Investment Managers petrolio tassi di interesse titoli di stato Tom Fahey
financialounge -  cina dollaro innovazione Loomis Sayles Natixis Investment Managers petrolio tassi di interesse titoli di stato Tom Fahey
C’è chi ritiene che il dollaro USA sia entrato un una sorta di «giostra circolare» che dovrebbe portare il fixing euro/ USD a oscillare ripetutamente tra 1,04 -1,05 (punto di minimo) a 1,12 – 1,15 (punto di massimo). Altri osservatori, al contrario, ritengono che il biglietto verde sia innestato in un trend secolare di crescita e che quindi ogni correzione di valore, come quella accusata negli ultimi due mesi, può rappresentare un’ottima occasione per acquistare valuta americana. Secondo, Tom Fahey, esperto in macro-strategie globali di Loomis Sayles (gruppo Natixis), ci sono tre fattori che giustificano un apprezzamento del dollaro statunitense, e tutti e tre sembrano prossimi a verificarsi:

1. Tassi d’interesse in rialzo negli Stati Uniti: le divergenze relative alle politiche dovrebbero supportare il dollaro, poiché la Fed punta a rialzare i tassi d’interesse per l’anno in corso. Nulla fa prevedere che le principali banche centrali toglieranno il piede dall’acceleratore economico.

2. L’esplosione di una bolla che porti al trasferimento di capitali negli Stati Uniti: l’idea favoleggiata secondo la quale l’economia cinese possa crescere in maniera perpetua a ritmi del 10% all’anno è messa in discussione e questo sta portando a una diminuzione delle esportazioni di capitali verso titoli legati al mercato cinese, come le materie prime e i mercati emergenti in generale, a vantaggio ulteriore del dollaro statunitense.

3. Le attività economiche negli Stati Uniti che portano a innovazione e nuovi accordi:gli Stati Uniti continuano ad essere un fucina di innovazione, che si tratti di unarivoluzione a base di petrolio di scisto e gas naturale o di tecnologie provenienti dalla Silicon Valley. In termini di capitale in movimento alla ricerca di accordi, un titolo del Financial Times del 2 giugno è esplicito: «Le cifre dell'attività negli Stati Uniti superano quelle dei periodi di boom del debito e delle Dotcom».

Se così fosse quali potrebbero essere i prossimi livelli di fixing euro/USD e quali implicazioni ci sarebbero per gli investimenti?

Il consunsus degli analisti valutari più «positivi» sulle prospettive a medio termine del dollaro, ipotizzano un fixing eur/usd a 0,96 entro il primo trimestre del 2016. Se tale scenario i concretizzasse, ci sarebbero circa 16 punti percentuali di guadagno in valuta per chi acquistasse adesso il dollaro (con un fixing a 1,12) e lo rivendesse tra circa 12 mesi.

Un «vantaggio» che rafforza l’idea di puntare sui titoli di stato USA a lungo termine (che dovrebbero risultare meno esposti al rialzo dei tassi della Fed) e sugli high yield americani (che dovrebbero beneficiare della ripresa economica USA prevista in ri-accelerazione).
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