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International Editor's Picks - 22 giugno 2015

22 Giugno 2015 15:37
financialounge -  brasile International Editor's Picks oro USA
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Il Texas vuol riportarsi a casa il suo oro
Il governatore Greg Abbott vuol riportare a casa l’oro di proprietà dello stato della stella solitaria, attualmente custodito dalla Federal Reserve di New York, e sta facendo costruire allo scopo un caveau per ospitare le sette tonnellate di metallo giallo, dal valore di 1 miliardo di dollari. Se ci riuscisse, il Texas sarebbe il primo stato dell’Unione a disporre in casa di riserve di oro fisico. Lo riporta la stampa Americana chiedendosi cosa c’è dietro la mossa. Una risposta la da il repubblicano texano Giovanni Capriglione: “vogliamo dare una dimostrazione della forza della nostra economia, poter dire agli altri stati che abbiamo un miliardo in oro”. Tutto qui? Qualcuno sospetta di no. Il rimpatrio dell’oro è sostenuto dal movimento Tea Party, sostenitore del ritorno alla convertibilità in oro della moneta. Potrebbe essere solo il primo passo verso l’introduzione di un dollaro texano convertibile in oro, a differenza di quelli stampati (in abbondanza negli ultimi anni) dalla Federal Reserve?

 

L’avanzata dell’impresa al femminile in Usa
Il 30% dell’economia privata americana è in mano alle donne, che generano circa 1,5 trilioni di reddito l’anno, più 80% rispetto al 1997. Lo riporta Fox Business citando uno studio pubblicato da American Express. All’origine del fenomeno i livelli di istruzione più alti e la maggior esperienza manageriale acquisita. Sono soprattutto le donne degli stati del Sud e del West a tentare con successo la strada dell’ingresso nel business con la creazione di una propria impresa. La Georgia guida la speciale classifica della crescita delle imprese al femminile con un più 130% rispetto alla fine degli anni 90. All’ultimo posto l’Alaska con una crescita di solo il 14%. A livello nazionale la media è più 50%. E cambia anche la diversità etnica delle donne che diventano imprenditrici nel 1997 quelle di colore erano solo una su sei, oggi sono diventate una su tre.

 

Brasile, andata e ritorno dal benessere
Negli anni scorsi erano in milioni a passare dalla povertà alla middle-class, ora sono altrettanti a fare il viaggio di ritorno. Siamo in Brasile, economia in stallo dopo 10 anni di boom, dove si stanno ingrossando le file dei super-debitori, l’anticamera della povertà per chi era riuscito a scalare la posizione sociale. Associated Press riporta che oltre 55 milioni di brasiliani non riesce a star dietro ai pagamenti delle carte di credito, un numero pari al 37% della popolazione adulta del paese, che conta 200 milioni di abitanti. Il numero è costante in crescita. Solo da gennaio i super-debitori sono cresciuti di 700.000 unità. Il fenomeno fa ovviamente soffrire i consumi, che nel 2004 rappresentavano il 53 per cento del Pil brasiliano per salire al 63 per cento del totale nel 2014. Un decennio vissuto di corsa, che ha visto i nuovi consumatori armati di carta di credito e incentivi dare l’assalto a tv flat-screen, frigoriferi, scooter e auto. Il picco della crescita è stato toccato nel 2010 con una crescita del Pil del 7,5 per cento, poi è iniziata la discesa e i conti delle carte di credito hanno cominciato a diventare insostenibili.
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