Diversified Alpha Plus Fund

Diversified Alpha Plus Fund - 30 aprile 2015

12 Maggio 2015 10:00
financialounge -  Diversified Alpha Plus Fund
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Il dollaro statunitense ha perso quasi il 4%, portando il calo complessivo a quasi il 6% dal picco di metà marzo. Il rally del dollaro USA è stato di supporto a molte dinamiche importanti negli ultimi tempi e la sua battuta d’arresto ha finito col penalizzare altri attivi.
Le azioni USA hanno perso l’1%, sovraperformando leggermente i titoli globali, a fronte di una sottoperformance dall’inizio dell’anno. I risultati peggiori sono stati registrati dai titoli dell’Eurozona, in calo di quasi il 5%, che hanno così invertito la recente serie di sovraperformance. Le obbligazioni statunitensi sono rimaste positivamente correlate al dollaro USA e hanno subito ribassi con rendimenti a 10 anni in crescita di 14 pb.
Le materie prime hanno proseguito la loro ascesa con il Brent che guadagna il 10,7% e il rame e i minerali di ferro in crescita, rispettivamente, del 6,4% e dell’11,6%. Le valute e le azioni dei mercati emergenti si sono mosse al rialzo, guadagnando in ciascun caso l’1,1%.
Tale dinamica è per lo più riconducibile alla debole crescita degli Stati Uniti dall’inizio dell’anno; riteniamo, tuttavia, che questa debolezza non debba essere estrapolata. La crescita dei redditi personali si conferma vigorosa e, unitamente a solidi livelli di attività nel settore immobiliare, dovrebbe bastare a contrastare la debolezza degli scambi commerciali e degli investimenti nei prossimi mesi.
Le aspettative inflazionistiche hanno continuato a normalizzarsi, giacché l’inflazione di break-even a 10 anni è aumentata di 9 pb, collocandosi all’1,93%. Questa tendenza è stata confermata dai dati dell’Employment Cost Index per il primo trimestre che mostra un’accelerazione della crescita al 2,6% rispetto a un anno fa.
Il comparto è arretrato dell’1,5% nelle ultime due settimane di aprile, con perdite generate per lo più dalla porzione di copertura valutaria delle nostre posizioni short in azioni USA rispetto ai titoli globali ed europei. Anche la nostra posizione lunga in azioni globali si è rivelata controproducente. Le perdite in queste posizioni sono state bilanciate in parte dai guadagni prodotti dalla nostra posizione short nei bund tedeschi a 10 anni rispetto ai Treasury USA decennali, e dalla posizione long nelle obbligazioni greche.
Nella seconda metà di aprile abbiamo avviato una posizione long nei future sul Brent e una piccola posizione short (1%) nelle azioni A cinesi e aumentato leggermente la posizione short nei Treasury USA a 5 anni. Abbiamo ridotto la nostra posizione short coperta in titoli dei macchinari globali e chiuso sia la posizione long coperta in titoli dei beni discrezionali statunitensi sia quella short in valute dei mercati emergenti.
Anche le azioni indiane sono state penalizzate dalle recenti inversioni di tendenza. L'’MSCI India Index ha perso il 9,9% in dollari USA nelle ultime due settimane, sottoperformando le azioni globali che non hanno subito variazioni in dollari USA, ma hanno perso il 1,4% in valuta locale. A tale risultato hanno potenzialmente contribuito anche l'’elevato numero di posizioni con notizie marginalmente negative ma in definitiva temporanee, un rally delle materie prime e una correzione dei tassi. Potrebbero quindi emergere opportunità di acquisto che stiamo valutando, poiché la crescita dell’India potrebbe accelerare con la ripresa degli investimenti, mentre le prospettive di crescita a lungo termine si confermano promettenti.


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