J Gibson Cooper

Petrolio: i cambiamenti sul lato dell’offerta rimodelleranno il mercato dell’energia

6 Maggio 2015 11:40
financialounge -  J Gibson Cooper liquidità petrolio Ryan Brist settore energetico
financialounge -  J Gibson Cooper liquidità petrolio Ryan Brist settore energetico
L’evoluzione dei prezzi futuri del greggio è stato il tema principale della tavola rotonda dal titolo “Correzione temporanea o vero e proprio tsunami? Quale l’impatto futuro del petrolio sui mercati”, organizzata da Western Asset, (gruppo Legg Mason), nel corso della quale alcuni analisti della società hanno illustrato il loro punto di vista sui cambiamenti strutturali del mercato dell’energia.
“Lo scorso ottobre, a seguito dell’aumento della produzione petrolifera negli Stati Uniti, l’Arabia Saudita e altri Paesi come l’Oman, il Kuwait e gli Emirati Arabi Uniti hanno iniziato a ridurre i prezzi del petrolio sui mercati asiatici nell’intento di conservare la propria quota di mercato. Alla riunione dell’OPEC, un mese dopo, ci si aspettava che il cartello avrebbe esercitato il suo naturale potere di mercato per correggere lo squilibrio percepito tra domanda ed offerta, invece nessun accordo è stato preso, dimostrazione del fatto che l’OPEC ha perso ormai parte del suo controllo e che gli effetti del cartello costituito si stanno esaurendo” ha affermato l’analista J. Gibson Cooper ripercorrendo quanto accaduto nell’ultimo trimestre del 2014 ed a suo avviso questo evento ha sensibilmente alterato il contesto finanziario generale, costringendo numerosi consulenti a rivedere le loro strategie d’investimento fondamentali.
Per Ryan Brist, responsabile del credito investment grade negli USA e portfolio manager di Western Asset, da un punto di vista di allocazione del portafoglio, c’è tempo per osservare come si evolverà la situazione, valutazione condivisa da J. Gibson Cooper, il quale ha dichiarato di aspettarsi un aumento modesto dei default rates nel settore dell’energia. “Non riteniamo che, in generale, il 2015 sarà un anno particolarmente difficoltoso per i titoli di credito high yield del settore Energia. Poiché riteniamo che i prezzi del petrolio potrebbero restare più o meno stabili per un paio d’anni, il 2016 rappresenterà un’incognita ben maggiore. Per adesso, il mercato dell’energia è ancora interessante” ha affermato J. Gibson Cooper, secondo il quale, sebbene i tassi di default potrebbero salire, il livello degli spread e dei prezzi scontano già abbondantemente il rischio di default.
Ryan Brist, dal canto suo, ha parlato della possibilità che si verifichi un ribasso sul mercato dei titoli high-grade, ma ha anche ribadito come vi siano altre opportunità. “Vi è un’elevata dispersione nel settore dell’energia e, soprattutto nei mercati emergenti come la Russia e il Brasile dove si parla di possibili frodi e di un intervento statale, manterrei un atteggiamento prudente. Il segmento high yield sembra però piuttosto interessante ed è su quello che mi concentrerei in termini di portafoglio” ha puntualizzato Ryan Brist, che sottolinea infatti come un segmento quale è quello delle cosiddette Master Limited Partnership (MLP) possa essere in grado, a suo avviso, di registrare buone performance indipendentemente dal contesto generale delle commodity.
Nella situazione odierna, secondo il team di Western Asset, sarà la disponibilità di liquidità a rappresentare il vero ago della bilancia ed, ha continuato J. Gibson Cooper, “a fare la differenza sarà la capacità o meno di continuare a fare il proprio business anche in un contesto caratterizzato da bassi prezzi delle commodity. A nostro avviso, non tutti saranno in grado di resistere con prezzi intorno ai 50-60 dollari al barile, sia negli USA, ma anche nel resto del mondo”.
Anche i rischi di rialzo rappresentano tuttavia un elemento che non è possibile ignorare: Cooper fa notare infatti che un cartello in grado di controllare una produzione pari a 30 milioni di barili al giorno può assorbire innumerevoli shock. “Nonostante le tensioni in Iraq, in Libia e Nigeria, nell’ultimo trimestre tutto è proseguito normalmente dal punto di vista della produzione: gli USA sono andati bene, la produzione dell’OPEC è stata sostenuta e la volatilità è rimasta bassa”.
Per concludere, nel contesto attuale, Ryan Brist ritene che siano limitate le possibilità che si verifichino sorprese sconvolgenti sul fronte dei prezzi del greggio, anche se, a suo avviso “mentre gli analisti riescono a misurare con relativa certezza il numero dei barili sul lato dell’offerta, continua ad essere difficile formulare previsioni sul lato della domanda. Ciò nonostante, stando alle condizioni attuali, riteniamo che il prezzo di base previsto di 50-60USD al barile costituisca secondo noi l’ipotesi più probabile”.
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