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Euro, Expo, petrolio e franco svizzero: ecco il poker dell’Italia

17 Febbraio 2015 11:15
financialounge -  euro Expo 2015 franco svizzero petrolio recessione
financialounge -  euro Expo 2015 franco svizzero petrolio recessione
Alla luce anche dei dati preliminari sulla stima del PIL del quarto trimestre 2014, il 2015 dovrebbe segnare la definitiva uscita dell’Italia dalla recessione. Ma in base alle diverse autorevoli fonti (Dall’FMI alla BCE, dalla Banca d’Italia al Governo), la variazione positiva della ricchezza del paese dovrebbe essere comunque al di sotto del punto percentuale: il range si colloca infatti tra il +0,4% e il +0,8%.
Secondo alcuni osservatori, però, queste previsioni potrebbero rivelarsi sotto stimate in quanto non tengono nel dovuto conto gli effetti di quattro veri e propri «plus» che non capitano tutti gli anni e che, combinati insieme, sarebbero in grado di accelerare il PIL del nostro paese. Si tratta, per la precisione dell’euro, dell’Expo, del petrolio e del franco svizzero.
La moneta unica si è indebolita di circa 20 punti percentuali rispetto al dollaro Usa nell’ultimo anno: una svalutazione peraltro concentrata negli ultimi sette mesi. Si tratta di un aiuto importante alle nostre esportazioni che, in questo modo, beneficiano di una miglioramento della competitività sui mercati internazionali: non a caso, l’export verso gli USA è in ascesa con l’acquisizione di importanti quote di mercato in settori destinati anche quest’anno a registrare crescite a due cifre (moda, meccanica, chimica, costruzioni, mobili, arredi).
Per quanto riguarda l’Expo, invece, si tratta di un’occasione davvero unica. Come ha avuto modo di sottolineare in una recente intervista Jiang Jianqing, il numero uno della Industrial and Commercial Bank of China (ICBC), la prima banca al mondo per capitalizzazione di Borsa, la Manifestazione internazionale operativa a Milano dal 1 maggio al 31 ottobre catalizzerà l’attenzione di tutto il mondo: una vetrina per mettere in mostra il meglio dell’eccellenza italiana soprattutto in un settore, quello agroalimentare, destinato secondo le previsioni di molti economisti a rappresentare uno dei motori di crescita dei prossimi decenni.
Il crollo del prezzo del petrolio, invece, per un paese come il nostro ancora fortemente dipendente dalle importazioni dall’estero, permetterà di alleggerire la bolletta energetica a tutto vantaggio delle disponibilità delle famiglie (per i consumi) e delle imprese (in termini di miglioramento dei margini e di maggiori risorse per gli investimenti).
Infine, ma non per importanza, un aiuto arriverà pure dal franco svizzero che, in virtù della sua rivalutazione del 15% circa rispetto all’euro da inizio anno (dopo la mossa della Banca Nazionale Svizzera) migliorerà le esportazioni dall’Italia verso Berna e agevolerà il rientro dei capitali italiani dalla Svizzera (vedi articolo «La Banca centrale svizzera ha agevolato il rientro di capitali in Italia»).
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