mercati azionari

Affidare le decisioni d’investimento ai professionisti del mercato

29 Gennaio 2015 - 14:07
financialounge - news
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“Il 2015 è giunto e si preannuncia come un altro anno turbolento (il nono dall’inizio della crisi). Secondo noi europei, le dinamiche diverse su entrambe le sponde dell’Atlantico inducono a sperare in una contaminazione dei mercati” dichiarano gli esperti di ETHENEA che poi spiegano: “Gli Stati Uniti devono assumere nuovamente il ruolo di locomotiva della crescita, con tutte le conseguenze che ciò comporta per i mercati dei capitali. Il calo dei rendimenti osservato negli ultimi anni è ora giunto alle battute finali. Le azioni rimangono un’alternativa per gli investitori dotati di sangue freddo, poiché come nel 2014 occorrerà fare i conti con ampie oscillazioni dei prezzi sia al rialzo che al ribasso. Ancora una volta, è opportuno che gli investitori inesperti lascino le decisioni d’investimento ai professionisti del mercato, anche se neppure questi ultimi sono sempre in grado di proteggere da fluttuazioni significative”.
Le riflessioni dei professionisti della gestione di ETHENEA partono da un convincimento: la normalizzazione della curva dei rendimenti statunitense.“Ciò significa che, mentre i rendimenti delle scadenze più brevi evidenzieranno un aumento generalizzato in caso di innalzamento dei tassi da parte della Fed, quelli sul tratto a lunga rimarranno costanti e potrebbero persino registrare una lieve flessione. Alla base di questa dinamica vi sono, tra l’altro, l’elevato debito pubblico degli USA, il potenziale di crescita a lungo termine e l’andamento dell’inflazione” sottolineano gli esperti di ETHENEA.Gli investimenti nel mercato azionario devono sempre essere considerati nell’ambito dell’asset allocation complessiva. In questo senso, un ruolo importante spetta all’extra-rendimento rispetto a quello obbligazionario. Su un punto, infatti, si può essere d’accordo: la volatilità aggiuntiva del mercato azionario, in grado di togliere il sonno, deve essere in qualche modo controbilanciata. Altrimenti si potrebbe anche acquistare un titolo di Stato USA a 10 anni e detenerlo fino alla scadenza.
“Da questa premessa e dall’esempio del titolo di Stato decennale statunitense da noi considerato come opzione alternativa, partono le nostre ipotesi sull’andamento dei mercati azionari, in particolare di quello statunitense, quest’anno. Il cosiddetto BEER, ossia il Bond Equity Earnings Yield Ratio, può esserci d’aiuto. Si tratta di un approccio semplicissimo, che confronta il rendimento obbligazionario con il dividend yield del mercato azionario corrispondente. Un BEER superiore a 1 segnala una tendenziale sopravvalutazione delle azioni, mentre un valore inferiore a 1 ne denota la sottovalutazione” puntualizzano i professionisti di ETHENEA.L’earnings yield è relativamente semplice da calcolare: basta dividere gli utili di una società per la sua capitalizzazione di mercato. Se gli investitori sono disposti a pagare un prezzo maggiore per gli utili delle società, il rendimento azionario diminuisce.Attualmente il rendimento azionario (earnings yield) delle società si attesta al 5,5 % mentre quello dei titoli di Stato decennali USA è invece pari a circa il 2,2 %.Di conseguenza, tra questi rendimenti vi è in questo momento un differenziale di 330 punti base e il BEER è di 0,4 (cioè il risultato del rapporto tra 2,2% e 5,5%): questo differenziale rimane quindi nettamente superiore alla media degli ultimi 10 anni, pari a circa 270 punti base.
“A nostro avviso esso continuerà a diminuire anche nel 2015, come è avvenuto negli ultimi anni. La distanza tra le curve è scesa dai 580 punti base degli inizi del 2012 ai 330. Purtroppo i rendimenti offerti dal mercato obbligazionario sono esigui, ma l’earnings yield delle società, pari al 5,5 %, continua ad apparire interessante. Non prevediamo ulteriori nette flessioni dei rendimenti obbligazionari nel caso in cui la Fed dovesse decidere di procedere a un primo rialzo dei tassi d’interesse. Pertanto, a nostro avviso, anche in futuro gli investitori non avranno altra scelta che esporsi al mercato azionario, se desiderano conseguire rendimenti allettanti. La storia ha dimostrato che proprio la giusta combinazione tra azioni e obbligazioni genera i migliori rendimenti corretti per il rischio. Nell’attuale contesto di mercato, le azioni sono quindi adatte a un portafoglio bilanciato” fanno sapere gli specialisti di ETHENEA che, dopo aver illustrato la rilevanza dei rendimenti USA a lungo termine rispetto allo S&P 500 come investimento alternativo, passano ad analizzare i rendimenti a breve termine.
“Un aumento dei tassi d’interesse a breve termine sarebbe fatale per il mercato azionario statunitense: quando nel 2014 il rendimento di questo future ha superato i 75 punti base, l’S&P 500 ha perso circa 100 punti, che corrispondono approssimativamente a un ribasso del 5%. Di conseguenza, è evidente e necessario che la Fed analizzi con cautela e soprattutto in modo condivisibile eventuali rialzi dei tassi d’interesse, prima di avviare la normalizzazione. Giustificando l’innalzamento dei tassi con la necessità di incrementare il proprio margine di manovra, la Fed potrebbe riuscire nell’impresa disperata di aumentare i tassi senza causare una correzione del mercato azionario. In ogni caso, possiamo concludere che neppure nel 2015 il mercato azionario attirerà gli investitori ansiosi e nervosi. In compenso, sarà parte integrante di un portafoglio bilanciato a rischio ottimizzato” concludono i professionisti di ETHENEA.
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