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Mercato obbligazionario, tre opportunità per il 2015

22 Dicembre 2014 - 8:30
financialounge - news
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Il 2014 si sta chiudendo in modo molto positivo per il mercato obbligazionario e per gli investitori che ci hanno creduto puntandoci tramite i fondi comuni. In media il rendimento dei fondi obbligazionari da inizio anno si attesta infatti al +3,67%, ma i sottoscrittori dei prodotti area dollaro (+11,54%), dei governativi internazionali (+9,42%), dei governativi euro a medio lungo termine (+8,28%), dei misti (+5,58%), dei corporate bond euro investment grade (+5,08%) e degli specializzati Italia (+3,81%) hanno potuto contare su performance ancora più rotonde.

Adesso, però, è l’ora di pensare al 2015 che si preannuncia più difficile se non altro perché gli spread in ambito governativo e societario di alta qualità si sono ulteriormente ridotti rispetto a inizio 2014 e, inoltre, c’è all’orizzonte il temuto rialzo dei tassi di interesse americani.

In questo contesto i gestori specializzati di GAM hanno individuato tre potenziali filoni sui quali investire per il prossimo anno: i titoli assistiti da garanzia ipotecaria (MBS), i cat bond, e i debiti bancari junior.

“Alcuni investitori ancora non si fidano della classe di investimento degli MBS. Si tratta di un errore, in quanto non solo il mercato degli MBS è cambiato, ma questi strumenti forniscono anche una grande opportunità per rimediare ai deludenti rendimenti delle obbligazioni tradizionali” commenta Tom Mansley, gestore del GAM Star MBS Fund.

Il mercato degli MBS USA è vasto: con 7000 miliardi di USD rappresenta il 30% del mercato obbligazionario statunitense e il 15% di quello globale, secondo solo ai Treasury USA. Questo mercato, fa presente Tom Mansley, è oggi molto più solido ed ha un rischio sistematico decisamente inferiore, grazie a migliori standard di indebitamento e a un nuovo approccio di rating.

“L'attuale situazione di offerta limitata e domanda in crescita per le obbligazioni MBS non emesse da agenzie federali consente di ottenere guadagni in conto capitale interessanti, e ci aspettiamo che il mercato dei titoli non emessi da agenzie federali conosca una forte ripresa con il ritorno degli investitori” sostiene Tom Mansley mentre John Seo, gestore del GAM Star Cat Bond Fund sposta l’attenzione sulle emissioni legate alle catastrofi naturali: “Prevediamo che l'emissione di cat bond aumenterà del 25% nel 2015, in quanto il mercato delle assicurazioni contro le catastrofi è in continua transizione da un modello che si auto-sostiene a un modello finanziario orientato al mercato dei capitali. Trainato in parte da tendenze climatiche mutevoli, i rischi di catastrofe stanno crescendo rapidamente e hanno dato origine a perdite significative nelle coperture assicurative rispetto al value at risk economico («lacune dovute ai disastri»)”.

Tali lacune si attestano al momento fra 300 miliardi e 500 miliardi di dollari a livello globale e, unite a regole di adeguatezza patrimoniale sempre più severe per gli assicuratori (come l'imminente Solvency II), stanno portando gli assicuratori ad associarsi con fonti di capitale esterne che li aiutino a sopportare il peso delle sempre maggiori perdite dovute a catastrofi. I cat bond e gli altri titoli collegati alle assicurazioni (ILS) coprono oggi poco meno del 10-12% del fabbisogno patrimoniale: questo notevole deficit sta alimentando una crescita straordinaria nella classe di investimento dei cat bond. Infine, ma non certo per importanza, Anthony Smouha, gestore del GAM Star Credit Opportunities spiega l’appeal dei debiti bancari junior.

“L'importanza della BCE in qualità di supervisore de facto del settore bancario europeo non deve essere sottovalutata: essa ha il doppio ruolo di «bastone e carota» per migliorare la solvibilità delle banche, ridurre il rischio di sistema e dunque esercitare un'influenza positiva sui prezzi delle obbligazioni bancarie junior”.

Le disposizioni di Basilea 3 sono entrate in vigore il 1º gennaio 2014 e fino alla completa applicazione delle nuove regole, che avverrà gradualmente tra il 2014 e il 2019, le banche aggiungeranno gradualmente buffer al loro capitale proprio per poter far fronte alle crisi e alle flessioni future. “Man mano che le banche diverranno più sicure, lo stesso succederà anche al loro debito junior; ciò è positivo per le obbligazioni subordinate e dovrebbe fornire sostegno per un ulteriore aumento degli utili di capitale” specifica Anthony Smouha.
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