Fondi obbligazionari

Il debito emergente resta la prima scelta obbligazionaria

22 Dicembre 2014 09:15
financialounge -  Fondi obbligazionari titoli di stato valuta locale
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Ora che la Cina ha adottato un orientamento monetario più accomodante, che dovrebbe cominciare a dare supporto al debito emergente, le prospettive del debito in valuta locale appaiono particolarmente promettenti: in questo scenario la Pictet Asset Management Strategy Unit (PSU), il gruppo di investimento responsabile delle linee guida di asset allocation in ambito azionario e obbligazionario, nonché in materia di valute e di commodity, conferma il sovrappeso sul debito emergente sia in valuta locale che in dollari americani.

“In effetti, riteniamo che la Cina sia all’inizio di un ciclo di riduzione dei tassi. Il differenziale di rendimento fra il debito emergente in valuta locale e i titoli di stato dei paesi sviluppati pari a 500 punti base (+5,0%), è superiore alla media storica di circa 100 punti base. Valutazioni a parte, la politica monetaria dovrebbe sostenere l’asset class: riteniamo che un numero crescente di banche centrali dei mercati emergenti adotterà una linea più accomodante sulla scia delle misure prese dalla Cina per stimolare la propria economia. Inoltre, le valute dei mercati emergenti dovrebbero iniziare a riguadagnare terreno dopo il recente deprezzamento nei confronti del dollaro” sostengono gli esperti della PSU. Secondo il loro modello di valutazione, le quotazioni delle divise emergenti sono attualmente inferiori di circa due deviazioni standard rispetto al valore equo, un’anomalia che, in base alle analisi degli specialisti della PSU, comincerà a scomparire nei prossimi mesi. Per contro, le valutazioni delle obbligazioni corporate investment grade europee rimangono, sempre secondo le valutazioni della PSU, troppo elevate e, per questo, continuano a essere sottopesate dalla PSU.

Per quanto la BCE non abbia ancora iniziato ad acquistare emissioni societarie nell’ambito del suo programma di stimolo monetario, il mercato ha già scontato in larga misura questa possibilità, il che rende il debito investment grade vulnerabile a una correzione a breve termine. In aggiunta, la performance deludente registrata di recente dai titoli investment grade di nuova emissione rispetto all’andamento dei primi mesi dell’anno potrebbe essere sintomatica di un calo di interesse degli investitori per il debito societario. Alcuni mercati dei titoli di stato europei appaiono ancora più sopravvalutati, specialmente rispetto ai loro equivalenti statunitensi.

“Ad esempio riteniamo che il differenziale di rendimento tra i Bund tedeschi e i Treasury Usa abbia raggiunto un livello eccessivamente elevato: di conseguenza ci siamo posizionati in vista di una riduzione di tale differenziale, ridimensionando l’esposizione ai primi e incrementando quella ai secondi” puntualizzano gli esperti della PSU che, per quanto concerne le valute, risultano inclini a chiudere la loro posizione corta sullo yen e lunga sul dollaro USA, poiché gli indicatori segnalano che il volume delle operazioni ribassiste sulla divisa giapponese è diventato eccessivo, prefigurando un’imminente inversione delle recenti tendenze. “Potremmo fare altrettanto con la nostra pozione corta sull’euro, dal momento che il posizionamento degli investitori è simile a quello osservato per lo yen” fanno sapere infine i professionisti della PSU.
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