crescita economica

Moderatamente positivi su Europa e mercati emergenti

12 Dicembre 2014 - 11:00
financialounge - news
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Lo scenario attuale di mercato favorisce le attività rischiose, e in particolare le azioni, ma le valutazioni impongono cautela nel breve termine. È questa la prima, e più importante, conclusione formulata da Chiara Bellon, Head of Portfolio Management Italy di Vontobel nel corso della presentazione alla stampa dell’Investment Outlook per il 2015.

La strategist ha spiegato che il contesto vede una ripresa economica moderata sia nei paesi sviluppati che in quelli emergenti, con la riduzione del rischio sistemico e un’inflazione che resterà su livelli contenuti. Per quanto riguarda invece i tassi di interesse negli Stati Uniti, aumenteranno ma in misura moderata. Una trama di fondo nella quale le obbligazioni dei paesi sviluppati (sia governative che societarie) non risultano, nella maggioranza dei casi, interessanti per l’investitore: attraenti, al contrario, i rendimenti delle obbligazioni emerging markets, anche quelle corporate, sia in valuta forte che in divisa locale.

Basti pensare che attualmente i bond emergenti in valuta forte e quelli societari mostrano un rendimento tra i cinque e i sei punti percentuali mentre le emissioni in valuta locale si attestano al 7 per cento.
Osservando l’andamento dello spread di questi titoli in valuta forte in rapporto ai Treasury Usa, si può constatare che il differenziale oscilla in prossimità dei 300 punti base (+3,00%), un buon livello che, inoltre, è più o meno la media attorno alla quale si è mosso negli ultimi cinque anni.

Per quanto riguarda invece l’azionario, Vontobel ritiene attualmente l’asset class equity correttamente valutata sebbene suscettibile di miglioramenti nei prossimi mesi. Nel frattempo, Chiara Bellon indica un sovrappeso in portafoglio nei mercati emergenti e nell’eurozona, a discapito di Londra: peso neutrale invece a Wall Street.

“Siamo moderatamente positivi sull’Europa che potrebbe rappresentare la sorpresa positiva del 2015. Gli attuali prezzi scontano infatti gran parte degli ostacoli ai listini della zona euro (crescita economica anemica, disinflazione, pericolo deflazione) mentre non tengono ancora del tutto conto della debolezza dell’euro (che dovrebbe agevolare le esportazioni), e del crollo del prezzo del petrolio (che avrà impatti positivi su molte aziende industriali europee)” fa notare Chiara Bellon per la quale ci sono poi almeno altri due fattori di supporto all’equity europeo: il cambiamento di strategia del fondo pensione governativo giapponese (che alleggerirà le posizioni obbligazionarie domestiche a favore anche di azioni estere tra le quali, si spera, quelle europee) e la scarsa esposizione all’azionario Europa nei portafogli degli investitori internazionali.
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