Fondi obbligazionari

Bond emergenti, appeal inalterato per il lungo periodo

2 Dicembre 2014 - 13:10
financialounge - news
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Gli investimenti in obbligazioni dei paesi emergenti, in particolare quelle in valuta forte preferite a quelle in valuta locale grazie alla loro minore volatilità, rappresentano un’asset class molto gettonata dai risparmiatori italiani. Una scelta che poggia su solidi vantaggi.
Nel segmento a reddito fisso le emissioni emerging markets mostrano un profilo rischio-rendimento più efficiente rispetto ai bond dei paesi sviluppati. La presenza di debito emergente nei portafogli può inoltre aumentare la diversificazione e l’efficienza degli investimenti. Peraltro nel JPMorgan EMBI Global Index, il paniere di riferimento per i bond dei paesi in via di sviluppo, la percentuale di emissioni con il rating di migliore qualità (investment grade), è cresciuta dai valori minimi degli anni novanta all’attuale 74% circa.

Steve Ellis, gestore del fondo FF Emerging Market Debt Fund di Fidelity Worldwide Investment commenta: “le prospettive per le obbligazioni dei mercati emergenti restano inalterate: nel lungo periodo conservano infatti tuttora un grande potenziale di rendimento. Tra i fattori a sostegno dell’asset class la domanda internazionale (grazie anche alla sottoesposizione degli investitori istituzionali), una percentuale ridotta del peso del debito emergente sul totale mondiale e, soprattutto, i fondamentali economici: dalle riforme strutturali agli aumenti della produttività, dall’andamento demografico favorevole ai bassi livello di debito estero. Ovviamente vi sono eccezioni a questo scenario complessivamente positivo ed il mio compito è quello di identificarle ed evitarle, al fine di non esporre il portafoglio a rischi indesiderati”.

Le obbligazioni devono infatti essere opportunamente selezionate per tradursi in un portafoglio a gestione attiva efficiente, come quello del fondo FF Emerging Market Debt Fund. Tra i cui elementi distintivi spicca proprio la gestione attiva degli investimenti, incentrata sulla ricerca approfondita su ciascun titolo. Alla quale si affianca la costante attenzione al controllo del rischio al fine di assicurare agli investitori il conseguimento dei loro obiettivi di investimento con una volatilità tollerabile. Il fondo investe in circa 70 paesi, con oltre 120 emissioni, tramite un approccio di investimento basato su approfondite ricerche, associando input di tipo top-down (macro economici) a quelli di tipo bottom-up (ricerche su singole società o titoli): la strategia di investimento è pertanto il risultato di una combinazione tra analisi dei fondamentali e analisi quantitativa.

“La vastità del panorama delle obbligazioni dei mercati emergenti richiede il monitoraggio delle informazioni provenienti da numerosissime fonti, quindi per la gestione mi avvalgo del supporto di analisti dei titoli di Stato, analisti quantitativi e trader. Si fa inoltre ampio ricorso ai trader specializzati in obbligazioni dei mercati emergenti per analizzare al meglio il livello di liquidità e di negoziazioni sul mercato, dati particolarmente importanti nel caso del debito emerging markets poiché in alcuni mercati minori i costi di negoziazione possono essere più elevati” ricorda Steve Ellis.
Il fondo ha la flessibilità necessaria per includere strategie «al di fuori dei benchmark» che consentono di diversificare il rischio attivo nel portafoglio e potrebbe inoltre avvalersi di opportunità nel debito societario, che in questa fase offre opportunità particolarmente interessanti. Molto importanti sono anche i filtri adottati per azzerare o ridurre esposizioni a società o paesi ritenuti sopravvalutati o a rischio correzione. A titolo di esempio, tra i paesi al momento bocciati, figurano l’Ucraina e il Venezuela, le cui economie sono ritenute ancora molto fragili. Sottopeso anche in Russia, dove è possibile un ulteriore deterioramento della crescita per effetto delle sanzioni, e in Turchia, a causa del peggioramento dei fondamentali e del persistere di rischi politici.

Vi sono quindi nei Paesi emergenti obbligazioni di grande qualità ed interesse, ma è utile ricordare che la selezione è essenziale. È inoltre importante sottolineare che, contrariamente a quanto si possa pensare, l’investimento nei Paesi emergenti non implica di per sé una maggiore volatilità. Anzi, guardando alla recente storia di correzioni di mercato, il debito emergente in dollari è risultato molto più stabile di altre categorie di investimenti. Questa asset class quindi può risultare interessante sia per i rendimenti assoluti che in ottica rischio-rendimento.
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