Hong Kong

L’ombra di Singapore sul futuro di Hong Kong

12 Novembre 2014 - 13:20
financialounge - news
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I manifestanti pro-democrazia scesi per le strade del quartiere commerciale centrale di Hong Kong per chiedere al Partito Comunista Cinese di mantenere la promessa di introdurre un sistema democratico hanno sollevato alcuni interrogativi nella comunità finanziaria internazionale: la richiesta di elezioni libere nel 2017 metterà pressione sul potere del Presidente cinese Xi Jinping? La percepita instabilità potrebbe condurre gli investitori internazionali verso altri mercati, come quello di Singapore? Fino a che punto è stata danneggiata la reputazione del mondo finanziario di Hong Kong?

Secondo alcuni esperti di investimenti nei mercati emergenti di Natixis Global Asset Management che si sono espressi al riguardo lo status di Hong Kong quale grande mercato finanziario globale con una forte rule of law ed una crescente collaborazione con altri centri finanziari internazionali resta solida ma dovrà guardarsi le spalle dal crescente ruolo di Singapore e dalla reputazione che la città stato asiatica si sta guadagnando agli occhi degli investitori internazionali.

“I nostri esperti degli investimenti stanno osservando e monitorando attentamente la situazione ad Hong Kong. La nostra struttura multi-affiliate ci permette, infatti, di disporre di competenze specializzate su diverse aree geografiche come appunto quella asiatica. In tale scenario caratterizzato ancora da elevata incertezza e da tensioni geopolitiche in altre aree mondiali, continuiamo a sottolineare l’importanza di un atteggiamento agli investimenti di lungo periodo che sappia evitare le trappole del breve termine” commenta Antonio Bottillo, Amministratore Delegato per l’Italia di Natixis Global Asset Management. François Théret, Chief Investment Officer di Absolute Asia Asset Management, in particolare, ritiene improbabile che Pechino scenda a compromessi sulle riforme elettorali di Hong Kong, sebbene il danno a breve termine per l'economia sia già visibile.

Ma, la questione chiave, per François Théret è se l'attuale protesta metterà a repentaglio il potenziale economico a lungo termine della città.
“Siamo fermamente convinti che lo status di Hong Kong quale grande mercato finanziario globale con una forte rule of law ed una crescente collaborazione con altri centri finanziari internazionali, sia incrollabile. La Cina continentale è tanto importante per Hong Kong quanto Hong Kong è importante per l'attuazione cinese del proprio programma di riforme. Hong Kong è stato il principale campo di prova per quasi tutte le nuove politiche di riforma economica introdotte da Pechino, tra cui il recente programma R-QFII (RMB Qualified Foreign Institution Investors) e l'imminente Shanghai-Hong Kong Stock Connect. Il "vantaggio della prima mossa" ha contribuito a far sì che Hong Kong si assicurasse la fonte rapidamente crescente di entrate finanziarie provenienti dal mercato offshore in yuan. Hong Kong mantiene un ampio vantaggio rispetto ad altri mercati come Singapore, Londra e Francoforte. Riteniamo che l'attuale situazione di Hong Kong non rallenterà l'avanzamento delle riforme cinesi, in cui Hong Kong gioca un ruolo fondamentale come fulcro finanziario internazionale” sottolinea François Théret mentre Michael McDonough, Emerging Markets Analyst di Loomis, Sayles & Company ritiene che, se per ora Hong Kong continua a rimanere la capitale finanziaria dell'Asia (se si esclude il Giappone.) le proteste pro-democrazia non mettano a repentaglio tale leadership.

“Se Pechino è la capitale politica e Shanghai la capitale industriale, Hong Kong ha svolto sinora il ruolo di capitale finanziaria, il luogo in cui gli investitori internazionali hanno utilizzato come punto di entrata per investire in Cina. Tuttavia, nel medio termine, con l'incorporazione di Hong Kong nell'ambito cinese e con la maggiore sicurezza ed il crescente accesso degli investitori internazionali al mercato interno, riteniamo che il ruolo di Hong Kong sarà meno dominante” tiene a precisare Michael McDonough per il quale Hong Kong farebbe bene a guardarsi le spalle da Singapore: “Lo status di Singapore come paese ricco, vivibile, con ottimi servizi sociali, e la sua vicinanza ai più fiorenti paesi dell'ASEAN (Indonesia, India e Malesia), lo rendono estremamente interessante. Tali fattori rendono Singapore un concorrente temibile nel medio termine per Hong Kong in ogni ambito di business. Gli scambi offshore del renminbi o gli scambi azionari ad Hong Kong saranno condizionati? Lo scenario degli investimenti asiatici è orientato verso i titoli azionari pubblici, e ciò ha favorito Hong Kong. Il mercato di Singapore tratta maggiormente obbligazioni e operazioni di macro-trading. Con l’assottigliarsi del mercato del debito corporate e dei mercati di trading di valute, Singapore dovrebbe aumentare la propria quota di mercato” spiega Michael McDonough.
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