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Il filo rosso che unisce agricoltura e sviluppo economico

29 Ottobre 2014 - 13:25
financialounge - news
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Domenica 26 ottobre, mentre a Torino proseguivano gli incontri e le iniziative del Salone del Gusto e di Terra Madre, la Banca Centrale Europea rendeva pubblici i risultati degli stress test condotti sulle banche che saranno sottoposte alla sua vigilanza a partire dal prossimo 4 novembre.
Due eventi che non sembrerebbero avere nulla in comune secondo la cosiddetta «mano invisibile» dei mercati, la teoria accettata dalla maggioranza degli economisti come la forza misteriosa che muove i comportamenti economici. In realtà ne hanno parecchio se si riconosce la forza economica del «cuore invisibile», cioè quell’approccio che va al di là della razionalità per promuovere un modello di sviluppo nel quale la produzione di beni e dei servizi sia in armonia con il benessere e la qualità delle relazioni umane, con la qualità dell’aria che si respira o dei cibi che si consumano: una visione che consente di distingue anche l’impalpabile filo rosso dell’innovazione e del pensiero non convenzionale che avvicina agricoltura e sviluppo economico.

“Ci sono somiglianze e reciproci rimandi tra la filosofia di Terra Madre, la produzione accademica sull’economia civile e gli stress test. Se il pensiero convenzionale si concentra sui risultati, sui requisiti patrimoniali delle singole banche, il pensiero non convenzionale riconosce magari che la ripresa non può ripartire dalle banche ma dall’impresa e dall’innovazione. Il pensiero non convenzionale cerca l’innesco della ripartenza nei settori innovativi, nel finanziamento di idee forti per trasformarle in business e metterle in condizione di competere nel palcoscenico del mercato globale. La BCE immette liquidità nel sistema delle imprese tramite il circuito tradizionale delle banche ma le nuove aziende, le «start up», hanno un tasso di sopravvivenza che le banche commerciali non possono sopportare. Il «buono, pulito, giusto» di Terra Madre potrebbe diventare il «nuovo, competitivo, sostenibile» delle iniziative «venture capital», cioè finanziamenti al di fuori del tradizionale circuito bancario” sottolinea Carlo Benetti, Head of Market Research & Business Innovation di Swiss & Global nel commento analitico L’Alpha e Beta del 27 ottobre 2014.

Nelle mappe della nuova geografia economica acquisiranno via via maggiore importanza le realtà ancora marginali degli investimenti ad impatto sociale o nelle «abilità profonde» del capitale umano e civile. Qualcuno vi riconosce i contorni di una nuova, promettente asset class. “Se Il 2007 e il 2008 sono gli anni che hanno segnato la cesura epocale tra un «prima» ed un «dopo» i cui confini e lineamenti la cartografia economica deve ancora disegnare, è tempo di cambiamenti: il «dopo», la ricostruzione sulle macerie lasciate dal «prima», non potrà che ripartire da innovazione tecnologica e innovazione sociale, rendendo necessari intelligenza e pensiero non convenzionale” conclude Carlo Benetti.

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