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Borse, positivi sull’IT ma c’è il pericolo cloud computing

17 Ottobre 2014 14:10
financialounge -  Alibaba Apple settore tecnologico UBP
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Sul mercato azionario Claudio Borrelli, Head of equity research di Union Bancaire Privée (UBP) suggerisce cautela sui settori industriale e finanziario mentre rivela un orientamento positivo sull’healthcare e sulla tecnologia: il primo, secondo il gestore, è caratterizzato da multipli di Borsa un po’ tirati ma anche da profitti solidi e stabili, mentre l’hi tech è un settore trainato dall’aumento degli investimenti in IT, dalla revisione al rialzo degli utili, e da valutazioni non eccessive, ma che deve fare i conti con il boom del cloud computing.

“La «nuova» corsa all’oro del cloud computing è da tenere sotto osservazione. Gli investimenti in quest’area stanno letteralmente esplodendo, con i data center che stanno spuntando come funghi in tutto il mondo. I prezzi del cloud computing stanno già calando (-30% su base annua) e la sovracapacità è dietro l’angolo. Solo i player più grandi, come Microsoft e Google, saranno in grado di sopravvivere. Gli altri, invece, ed Amazon potrebbe rientrare tra questi, o falliranno o verranno acquisiti al di sotto del valore di mercato” spiega Claudio Borrelli che poi si domanda, con qualche preoccupazione, se si tratti di un richiamo al lancio della fibra ottica della fine degli anni '90.

Per quanto riguarda il settore dell’IT più in generale, Claudio Borrelli fa invece presente che a settembre ci sono stati due eventi rilevanti: la quotazione di Alibaba e la presentazione della nuova linea di prodotti Apple. Il gigante cinese dell’e-commerce è stato in grado di raccogliere circa 25 miliardi di dollari, mentre l’azienda di Cupertino ha presentato il suo ultimo iPhone, uno smartwatch e anche una serie di servizi aggiuntivi (Pay e HealthKit) a completamento del proprio «ecosistema».

“Attualmente per il settore, a parte il citato cloud computing, non vediamo nessuna specifica nuvola nera all'orizzonte che potrebbe farci cambiare la nostra posizione rialzista. Gli indicatori economici del comparto si stanno risollevando, le revisioni degli utili per azione (EPS) sono ancora al rialzo e i livelli delle valutazioni globali sono ben lontani dall’essere preoccupanti” dichiara Claudio Borrelli che poi argomenta le ragioni della sua view positiva sull’healthcare: “Siamo ancora positivi su tale settore, specialmente nel contesto attuale, visto il suo profilo difensivo. Il premio sulle valutazioni continua ad aumentare. L’espansione dei multipli, poi, è stata più significativa nel settore farmaceutico, guidata dalle attività di ristrutturazione e di M&A. Il comparto farmaceutico, infatti, pur mostrando una crescita degli utili e dei ricavi inferiore rispetto a quella degli altri segmenti del settore healthcare, resta attraente rispetto a quello dei beni di prima necessità. Le stime sugli utili nel settore sono stabili, rispetto a quelle di molti altri comparti che invece hanno subito delle revisioni al ribasso (downgrade)”.

Questi due settori sono gli unici su cui Claudio Borrelli mantiene una posizione particolarmente positiva. A settembre, il comparto dei beni di prima necessità ha riguadagnato un po’ di terreno, rivelandosi il quarto in termini di performance YTD. Tuttavia, Claudio Borrelli ritiene che tale settore sia poco attraente dal punto di vista delle valutazioni, specialmente considerando le recenti revisioni negative degli utili. Gli EPS forward a 12 mesi (le stime di utili per azione per i prossimi 12 mesi) continuano a subire revisioni al ribasso (-0,6% rispetto al -0,7% di agosto), mentre le aspettative per una crescita dei ricavi sono leggermente migliori. Chiaramente, questo non basta per stabilire un’inversione di tendenza, soprattutto visto le ultime guidance delle imprese principali.

“Per quel che riguarda gli industriali, con la pubblicazione dei conti relativi al terzo trimestre alle porte, sembra aumentare la cautela nel comparto, dato che il trend positivo statunitense è stato intaccato dal rallentamento della Cina e dell’Europa. Infatti, nonostante le aspettative per una continuazione delle politiche monetarie accomodanti da parte sia della PBoC (la Banca Centrale Cinese) sia della BCE, non ci sono stati miglioramenti dal lato della domanda. Infine, in merito ai finanziari, i downgrade sugli utili hanno reso il settore più caro di quanto non lo sia stato per anni. A nostro giudizio le valutazioni sono tirate, il che implica troppe buone notizie nel breve periodo (crescita dei prestiti, dividendi speciali, operazioni di buyback, ecc.). In Europa, preferiamo aspettare il risultato dell'AQR (asset quality review) in corso e degli stress test, piuttosto che esporci al rischio di risultati peggiori delle attese” conclude Claudio Borrelli.
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