deflazione

Bond e azioni possono crescere insieme

19 Settembre 2014 - 9:25
financialounge - news
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Le condizioni economiche e monetarie restano favorevoli agli investimenti a reddito fisso e la politica monetaria accomodante e la modesta crescita dovrebbero sostenere azioni.

Sono questi i principali messaggi che Yves Longchamp, Head of Macroeconomic Research da ETHENEA ha sottolineato nel corso della conference call per investitori professionali dedicata all’outlook dei prossimi 3-6 mesi e alle posizioni in portafoglio ai tre fondi della casa d’investimento.

“A livello mondiale, l'attività economica si sta espandendo sebbene ad un ritmo moderato. Gli indicatori segnalano però andamenti divergenti relativamente ai percorsi di crescita tra gli Stati Uniti, la cui espansione economica sta accelerando, e la zona euro, la cui espansione economica sta invece rallentando” fa presente Yves Longchamp. Lo strategist macroeconomico ricorda poi che, mentre nella zona euro l'inflazione è bassa, negli Stati Uniti ha invece guadagnato un certo slancio. In questo contesto, fa sapere Yves Longchamp, il rischio di deflazione nella zona euro è più che reale e, infatti, la BCE lo prende molto sul serio.

“Nella riunione dell’Eurotower di settembre, Draghi ha tagliato di nuovo i tassi di interesse ed ha varato altre misure non convenzionali (in particolare acquisti su ABS e Covered Bond) che si vanno ad aggiungere ai programmi TLTRO (Targeted Long-Term Repurchase Operation), annunciati in precedenza dalla Bce nel mese di giugno” sottolinea Yves Longchamp. Per quanto riguarda invece la Fed, Janet Yallen continua il proprio tapering, riducendo regolarmente gli acquisti mensili di obbligazioni sul mercato: secondo le aspettative del mercato, il primo rialzo dei tassi negli Stati Uniti si dovrebbe concretizzare nell’estate 2015.

In questo contesto, l’attenzione di Yves Longchamp si proietta sui rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine che si attestano nella parte bassa dalla media storica sia negli Stati Uniti che in Europa. Nel Vecchio Continente, tuttavia, i rendimenti dei titoli di Stato periferici non sono tutti convergenti e il bund tedesco decennale ha toccato un nuovo minimo storico di rendimento.

“I tassi di interesse in Germania dovrebbero comunque rimanere bassi in parallelo alla politica monetaria della BCE che è destinata a restare molto accomodante, indebolendo ulteriormente l’euro” puntualizza Yves Longchamp.
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