BCE

Intesa e Unicredit, il sistema bancario italiano scalda i motori

8 Agosto 2014 - 12:10
financialounge - news
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Martedi il gruppo Unicredit ha presentato i conti del primo semestre: venerdi scorso ad alzare il velo sul bilancio gennaio – giugno 2014 era stato il gruppo Intesa Sanpaolo.

Diciamo subito che i due più importanti istituti di credito italiano hanno rilasciato dati superiori alle attese degli analisti: per esempio, l’utile netto semestrale di Unicredit si è attestato a 1,1 miliardi, in aumento del 37,8% rispetto allo stesso periodo del 2013, mentre quello del gruppo Intesa Sanpaolo ha chiuso a 720 milioni (+70,6%). Tuttavia, per quanto importanti siano i profitti netti, i dettagli del bilancio e le dichiarazioni dei due numeri uno, il CEO di Unicredit Federico Ghizzoni, e l’Amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Carlo Messina, offrono interessanti spunti per capire meglio la situazione economica reale del nostro paese e le prospettive a breve – medio termine.

Per esempio, il gruppo Unicredit, che è molto diversificato a livello internazionale, ha registrato profitti netti per 574 milioni in Italia, per 308 milioni nel Centro e Est Europa e per 104 milioni in Germania, a dimostrazione che il nostro paese resta comunque centrale nell’attività del gruppo. D’altra parte Ghizzoni ha rivelato che nel primo semestre di quest’anno ha contabilizzato un calo del 3,1% dei crediti deteriorati in portafoglio e, di conseguenza, ha potuto erogare il 52,3% di nuovi crediti a medio lungo termine in Italia (all’interno dei quali i mutui hanno fatto registrare un balzo del +146%).

Sempre in tema di finanziamenti, il gruppo Intesa Sanpaolo ha fatto sapere, in un’intervista rilasciata a un quotidiano finanziario di Messina, che l’istituto ha erogato 17 miliardi di finanziamenti a medio lungo termine ed ha già dichiarato pubblicamente che richiederà alla BCE 13 miliardi dei nuovi TLTRO (Targeted Long-Term Refinancing Operations), i fondi che Francoforte ha intenzione di mettere in campo per i finanziamenti alle imprese.

Ma c’è un fattore comune alle due banche ancora più rilevante: la solidità patrimoniale. Tenendo conto dell’ipo del 34,5% di Fineco avvenuta a luglio e della cessione della banca online Dab a BNP Paribas, il Cor Tier 1 (patrimonio di classe 1, ovvero la componente primaria del capitale di una banca) di Unicredit è già al 10,4% mentre il Common equity ratio 1 (calcolato in base a tutti i requisiti di solidità patrimoniale imposti dalla direttiva Basilea 3) di Intesa Sanpaolo si attesta al 12,9%.

Si tratta di valori che collocano i due istituti di credito italiani ai vertici in Europa per solidità patrimoniale al punto che Messina ha dichiarato "Intesa Sanpaolo è nelle migliori condizioni per essere tra le banche europee che usciranno vincenti dall’esercizio di asset quality review e stress test".

Certo, nelle settimane precedenti gli AQR e gli stress test, è intuitivo che ci possa essere nervosismo e una maggiore volatilità sui mercati. Ma, se come tutto lascia prevedere, le banche italiane sapranno superare gli esami della BCE, i mercati torneranno ad assumere un sentiment positivo sul sistema finanziario italiano (che resta il volano dell’economia italiana) e quindi, a cascata, sull’intero paese.
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