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Spagna, Italia e Grecia offrono ancora delle valide opportunità

4 Agosto 2014 - 15:20
financialounge - news
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Dal discorso tenuto nel 2012 dal presidente dell’Eurotower, Mario Draghi, si è assistito a una serie di fasi di risk-off, (avversione al rischio) in cui gli investitori generalmente non puntavano sulla ripresa: queste però sono sempre state seguite da altrettante fasi di forte risk-on (propensione alle asset class finanziarie più rischiose da parte degli investitori).

E Rupert Welchman, Senior Portfolio Manager di Union Bancaire Privée (UBP), non ritiene che il contesto attuale sia cambiato e, per questo, continua a sostenere il più ampio trend verso un rafforzamento delle economie dell’Europa periferica e le conseguenze positive sui mercati azionari.

Tuttavia, al di là dei recenti avvenimenti che hanno colpito il Portogallo, come mai i mercati europei hanno rallentato, a dispetto di un forte rally registrato nella seconda parte del 2013, per lo più guidato da una reflazione in Spagna?
“Paragonandolo ad altri mercati, e in particolare a quello americano, sembra che non ci sia alcun incentivo a investire nel mercato europeo: guardando alle valutazioni a 12 mesi dei P/E forward (rapporto prezzo / utili stimato), apparentemente sono allineate. Tuttavia, scavando un po’ più a fondo, i due mercati sono in realtà molto diversi. Negli Stati Uniti, i ricavi per azione (utilizzando l’indice S&P500) stanno mediamente toccando nuovi massimi, ben al di sopra del picco del 2008, registrando così elevati margini” fa presente Rupert Welchman che subito dopo, aggiunge: ”D’altra parte, in Europa, i ricavi per azione (MSCI Eurozone) stanno ancora stazionando intorno al picco registrato nel 2008, mentre i margini rimangono enormemente sotto pressione. Senza una forte domanda interna che sostenga i ricavi, sarà difficile aumentare la redditività per le società attive in Europa”.

Quindi, siamo in una fase in cui possiamo iniziare a vedere tali ricavi ritornare su un fronte positivo?
“Crediamo di esserci quasi, anche se il tempo necessario è superiore al previsto. Ovviamente, ci sono specifici venti sfavorevoli che soffiano sui mercati europei. Il principale deriva dall’Asset Quality Review (AQR) che sta effettuando la Bce sulla solidità patrimoniale degli istituti di credito, i cui risultati si sapranno in parte a ottobre. La pressione che è stata posta sulle banche europee affinché aumentassero il capitale ha portato gli istituti ad astenersi dal concedere prestiti. Non sorprende perciò che l'Indice Stoxx600 banks abbia sottoperformato, e più in generale questa posizione rispetto all’erogazione di prestiti ha messo pressione su tutti i potenziali richiedenti, in particolare nella periferia dell’Eurozona. Comunque, ci aspettiamo che l’esito degli stress test sia gestibile per la gran parte delle banche quotate in Europa”.

In tutti casi, nonostante questi venti contrari, per l’Europa ci sono anche correnti favorevoli, come spiega lo stesso Rupert Welchman: “La fiducia delle aziende continua ad aumentare: ciò si evince dal crescente numero di CFO (Chief Financial Officer, i direttori finanziari delle aziende) che ritiene che questo sia il momento giusto per incrementare il rischio nelle proprie aziende. Inoltre, anche la disponibilità di credito sta migliorando, proprio perché il costo di quest’ultimo è in calo, come dimostrato dall’ultima Bank lending survey condotta dalla BCE. Anche il sentiment economico è complessivamente positivo: in Grecia sta migliorando a un ritmo più veloce che nel resto d’Europa; la disoccupazione spagnola sta calando e in Portogallo le esportazioni stanno superando le importazioni. Il riequilibrio delle economie periferiche è quindi sulla buona strada, in quanto l’austerità ha raggiunto il suo massimo ed è ormai alle spalle”.

Da un punto di vista settoriale, secondo Rupert Welchman, i ciclici europei sono ancora indietro rispetto alle controparti statunitensi, per via delle preoccupazioni circa gli stress test delle banche.
“L’Europa resta molto conveniente in confronto agli USA. Inoltre, Spagna, Italia e Grecia offrono ancora delle valide opportunità, per cui dovremmo tenerci pronti per un recupero nella seconda parte dell’anno” conclude il gestore.
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