Banca Centrale Cina

Più acquisti in renminbi e meno in dollari

22 Luglio 2014 15:20

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due mesi fa, nel giro di un paio di giorni (il 18 e il 19 giugno), due istituti di credito cinesi hanno chiesto e ottenuto l’autorizzazione a fungere da stanza di compensazione per le transazioni in renminbi.

Il 18 giugno è stata autorizzata in questo ruolo la China Construction Bank a Londra mentre il giorno successivo l’incarico ufficiale è stato assegnato alla Bank of China a Francoforte. In virtù di questo mandato istituzionale, i clienti di quese due banche possono effettuare richieste di valuta cinese onshore (cioè direttamente alle autorità monetarie di Pechino) e non, come avviene per i clienti di tutte le altre banche, valuta offshore (ovvero sul mercato dei capitali dove la quantità di renminbi in circolazione è contingentata dal Governo cinese).

L’obiettivo di questa doppia operazione è infatti quello di incentivare i cittadini britannici e quelli europei a richiedere un maggior numero di transazioni in sterline/renminbi e euro/renminbi. Finora, tutte le transazioni a Londra e a Francoforte che avessero come sottostante della compravendita un bene o un servizio denominato in renminbi necessitava di un passaggio intermedio di cambio in dollari USA.

Semplicemente per una questione di costi: effettuare la transazione in dollari USA/renminbi costa infatti molto meno rispetto a qualsiasi altra valuta che non sia il biglietto verde. Con queste due nuove autorizzazioni a Londra e Francoforte, si vogliono invece creare le condizioni affinchè la clientela europea incrementi le transazioni con la Cina con alla base valute europee (sterline ed euro) per renderle più competitive rispetto a quelle in dollari.

Non sappiamo quando e in che termini l’obiettivo verrà raggiunto ma possiamo tracciare due proiezioni a medio lungo termine:

a) Anche queste due iniziative tenderanno a ridurre i flussi di richieste internazionali di dollari e, quindi, ad indebolire nel tempo il valore del biglietto verde.
b) La visibilità sui mercati internazionali del renminbi dovrebbe crescere ulteriormente e contribuire a rafforzare la divisa cinese nei prossimi anni.

“Per il governo cinese la liberalizzazione dei capitali è la priorità per il 2014, dal momento che essa non solo consentirebbe ad aziende e cittadini cinesi di estendere ulteriormente i propri investimenti a livello globale, ma favorirebbe anche un aumento del livello di diversificazione e sviluppo dei mercati offshore in valuta in renminbi (RMB) in modo da renderli più appetibili per un maggior numero di investitori internazionali” sottolinea Bryan Collins, gestore del FF China RMB Bond Fund di Fidelity Worldwide Investment.

Nel frattempo i depositi complessivi in RMB nei principali centri offshore hanno continuato ad aumentare e il volume delle nuove emissioni di obbligazioni offshore in RMB è in costante aumento.

“Le obbligazioni offshore in RMB rappresentano una delle asset class più interessanti dell'intero universo obbligazionario. Il mercato Dim Sum ( le obbligazioni in renminbi emesse sul mercato offshore di Hong Kong, ndr) ha fatto registrare una crescita eccezionale, e gli investitori possono in particolare scegliere di concentrarsi sulle emissioni investment grade che offrono una qualità creditizia superiore, maggiore liquidità, miglior diversificazione e rendimenti corretti per il rischio superiori” puntualizza Bryan Collins per il quale tutti questi possibili sviluppi per una progressiva liberalizzazione dei capitali cinesi continueranno a generare nuove e interessanti opportunità di investimento che renderanno il renminbi un'asset class leader a livello globale per tutti gli investitori.

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