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Famiglie: più mutui e meno prestiti

13 Giugno 2014 - 13:40
financialounge - news
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Un quadro congiunturale ancora influenzato dalle difficili condizioni del mercato del lavoro, con la disoccupazione che ha toccato livelli record e la ancora bassa fiducia nella ripresa economica, frenano la domanda di credito da parte delle famiglie: o meglio influenzano in modo relativo quella relativa ai mutui mentre continuano ad avere un impatto negativo sui prestiti.

Queste tendenze emergono dai dati raccolti dagli istituti di credito e contribuite in EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che elabora le informazioni relative ad oltre 77 milioni di posizioni creditizie in Italia.
Per quanto riguarda i mutui, il mese di maggio appena concluso ha fatto infatti registrare una crescita del numero di richieste pari a +6,6% rispetto allo stesso mese del 2013, confermando il segno positivo che ha contraddistinto le ultime 11 rilevazioni.
A livello aggregato la domanda di mutui registrata nei primi 5 mesi di quest’anno segna un +9,6% rispetto al pari periodo 2013, sebbene ancora in significativo ritardo rispetto ai volumi degli anni 2009- 2011.

Prendendo in considerazione l’importo medio richiesto dei mutui, nei primi 5 mesi del 2014 si è attestato a 124.856 euro contro i 127.646 dello stesso periodo dell’anno precedente anche in virtù della contrazione del valore degli immobili oggetto di compravendita: relativamente invece alla domanda di mutui per fascia di durata, la classe compresa tra i 25 e i 30 anni risulta essere quella maggiormente richiesta dalle famiglie.

Sul versante dei prestiti (cioè l’aggregato di prestiti personali e prestiti finalizzati), invece, il mese di maggio ha fatto registrare una contrazione del -7,0% rispetto allo stesso mese del 2013: una tendenza che porta a 15 i mesi in cui consecutivamente è stato registrato un segno negativo.
L’analisi permette di notare che i prestiti finalizzati hanno registrato una contrazione del 9% mentre i prestiti personali confermano un decremento più contenuto, pari a -4,7% rispetto ai primi 5 mesi dello scorso anno.
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