Speciale BCE – 9 giugno 2014

Azad Zangana
9 Giugno 2014 - 10:10

Subito dopo l’annuncio delle misure adottate giovedi scorso dalla Bce, cinque importanti asset manager internazionali, hanno commentato l’evento. Il tono di fondo, per ciascuno di essi, è positivo sebbene con alcuni importanti distinguo e precisazioni che vale la pena ripercorrere.

Maria Paola Toschi, Global Market Strategist di J.P.Morgan Asset Management, nell’articolo “Questa volta la BCE ha agito” ammette che le misure annunciate dalla BCE siano molto importanti e in grado di cambiare veramente le regole della politica monetaria europea e il contesto economico europeo. “La Banca Centrale ha fornito ancora dei messaggi molto forti. In primo luogo che è intenzionata a supportare la ripresa economica con una ampio set di strumenti e compatibilmente con la regole del proprio statuto. Ciò potrebbe favorire un contesto economico in europeo più favorevole alla ripresa di competitività, alla crescita e allo sviluppo. Tuttavia il cambio euro/dollaro, è rimasto invariato. Ciò sembra segnalare che resta qualche elemento di preoccupazione e che la strada da percorrere è ancora lunga e molti sono i dati che dovranno confermare la validità della strada intrapresa” sottolinea Maria Paola Toschi.

Per Azad Zangana, European Economist di Schroders, come spiega nell’articolo “La BCE scende in campo contro il rischio deflazione”, una delle notazioni di maggior rilievo che può essere formulata all’indomani delle decisioni annunciate dalla BCE è che la Banca Centrale Europea è conscia del crescente rischio di deflazione ed è pronta ad agire in maniera mirata. Azad Zangana è moderatamente ottimista sulle operazioni che l’istituto centrale europeo ha intenzione di intraprendere, sebbene non nasconda anche gli ostacoli sul successo di tali mosse.

A seguito delle importanti decisioni annunciate dalla BCE, Patrice Gautry, capo economista di Union Bancaire Privée, si pone invece due domande: La Bance centrale europea sarà in grado di sradicare il rischio di deflazione? La Bce ha pensato a una “exit strategy”? Nell’articolo “Il D-Day della Banca Centrale Europea”, in cui approfitta dell’anniversario dello sbarco in Normandia per creare un parallelo suggestivo, ma anche per rimarcare delle buone ragioni per festeggiare questo giorno che, per le generazioni future, sarà memorabile per più di un motivo, risponde alle due questioni. “Draghi ha insistito sulla lotta contro i rischi di deflazione e ha lasciato la porta aperta per altre misure in caso di bisogno. Il calo dell’euro portato dall’abbassamento dei rendimenti darà anche un contributo contro questo rischio” argomenta Patrice Gautry che poi passa a rispondere alla seconda domanda: “In tutte le aree valutarie internazionali, l’uscita da queste politiche monetarie non convenzionali non può essere che progressiva e le banche dovranno essere prudenti e procedere per tappe. Questo lascia dunque un quadro monetario sempre favorevole ai mercati finanziari per ancora molti trimestri e spiana la strada agli asset rischiosi europei”.

Scott Thiel, BlackRock Deputy Chief Investment Officer of Fundamental Fixed Income e capo del team Global Bond Team, dal canto suo, ha approfittato delle decisioni adottate nella riunione della BCE di giovedì per suggerire interessanti indicazioni agli investitori obbligazionari nell’articolo “Il reddito fisso dopo le grandi manovre della BCE”: mantenere le posizioni rialziste sui bond spagnoli grazie allo slancio positivo dei fondamentali di lungo termine di Madrid; ridurre il peso invece sui titolo di stato portoghesi che hanno corso molto negli ultimi mesi. preferire la sterlina inglese, tra le grandi valute internazionali, e i bond in valuta locale di India, Sud Africa , Turchia e Brasile.

In tutti i casi meglio non farsi trascinare dall’euforia. Le misure annunciate govedì scorso dalla BCE sono ampie e includono l’erogazione di liquidità per le banche e specialmente l’accesso al credito per le imprese dei paesi periferici, stimolando così l’attività economica e l’occupazione. Tuttavia, come sottolinea Paolo Federici, Managing Director Southern Europe and Latin America di Fidelity Worldwide Investment nell’articolo “Le mosse della BCE favoriscono i migliori gestori attivi”, è fondamentale mantenere la massima lucidità per evitare scelte emotive. “In questo contesto positivo per i mercati e per gli investitori, ma comunque oggetto di rapidi mutamenti, resta particolarmente importante affidarsi a gestori capaci di selezionare in maniera mirata il mix di asset più efficace per ciascuna situazione di mercato, sia a livello azionario che obbligazionario”. Per Federici, il presidente della BCE, Mario Draghi, ha superato le aspettative del mercato adottando tutte le misure in discussione, anche nel senso di favorire un deprezzamento dell’euro, e lasciando la porta aperta a ulteriori future iniziative di quantitative easing attraverso l’acquisto di asset qualora ciò si rendesse necessario.

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