BCE

Ombre e qualche luce sulla ripresa europea

16 Maggio 2014 - 8:15
financialounge - news
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“I dati annunciati aumentano le aspettative dei mercati sui prossimi passi della BCE e ciò potrebbe tradursi in un contesto di mercato incerto e caratterizzato da volatilità in attesa che si chiariscano gli scenari di politica monetaria e si valutino i possibili riflessi degli interventi sul contesto economico dell’area Euro” è questa la sintesi del commento ai dati sul PIL dell’Eurozona annunciati ieri espresso da Maria Paola Toschi, Global Market Strategist di J.P. Morgan Asset Management che parte proprio dalle cifre Eurostat relative alla crescita dell’Europa per il primo trimestre dell’anno, particolarmente attesi dagli investitori per valutare il momentum economico in Europa.

“Il PIL è cresciuto solo dello 0,2% trimestre su trimestre e dello 0,9% anno su anno. Entrambi i numeri sono stati peggiori delle attese di consensus (rispettivamente pari allo 0,4% e all’1,1%) e hanno determinato una fase di delusione da parte dei mercati azionari europei che hanno chiuso in forte calo. Tuttavia a una analisi più approfondita dei dati si percepisce un quadro di ombre ma anche con qualche luce che non dovrebbe modificare lo scenario atteso di moderata ripresa dei paesi europei su cui i mercati stanno puntando” riferisce Maria Paola Toschi.

L’area Euro è cresciuta su base trimestrale solo dello 0,2% e dello 0,3% se si considerano i 28 paesi europei. Ciò sembra essere il proseguimento logico della dinamica di sviluppo che ha cominciato a vedersi dalla fine del 2013.

Ci sono ancora divergenze all’interno dell’Europa. La Germania infatti è cresciuta dello 0,8% su base sequenziale, la Francia è rimasta stabile. Tra gli altri paesi va segnalata l’Olanda che ha segnato uno scivolone probabilmente penalizzata da un inverno mite in Europa centrale che ha frenato le esportazioni di gas che solitamente forniscono una forte spinta nei mesi invernali, ma potrebbe anche essere la conseguenza statistica di un dato forte del quarto trimestre. Nella cosiddetta periferia, la Spagna è salita più della media (+0,4% m/m), mentre l’Italia è tornata leggermente negativa (-0,1% q/q) e il Portogallo ha visto una contrazione più decisa (-0,7% m/m).

La Spagna è stata la sorpresa positiva. Il forte dato trimestrale è stato favorito da una ripresa della domanda domestica e da migliori condizioni di business che hanno determinato un aumento degli ordini di beni capitali. L’occupazione nel paese sta crescendo prima del previsto.

Nonostante la delusione da parte degli investitori, i dati annunciati evidenziano un quadro generale della zona euro in cui prosegue una ripresa graduale, anche se resta poco eccitante. Ciò probabilmente non è ancora sufficiente ad alimentare una crescita più consistente dell’occupazione in molti paesi, o a fare recuperare terreno alla produzione industriale soprattutto in quei paesi fortemente penalizzati dalla crisi.

Tuttavia ciò sembra legato al permanere di venti contrari e di un contesto economico ancora fragile come più volte messo in evidenza dal Governatore della BCE. Il quadro conferma anche aspettative del permanere di un livello di bassa inflazione, trend che non riesce ad essere invertito da segnali più consistenti di ripresa dei mercati del lavoro e quindi dei salari.

“Questi dati rafforzano le aspettative sulle decisioni che potrà prendere la BCE a giugno. La forza dell’Euro e la fase di stallo nell’attività creditizia delle banche europee non aiutano infatti a riattivare dinamiche di sviluppo più convincenti. La Banca Centrale ha annunciato la concreta possibilità che possa lanciare un round di allentamento quantitativo all’europea a giugno se la situazione lo dovesse rendere necessario. Ma come sappiamo resta incertezza su come questo intervento di politica monetaria non convenzionale potrà essere portato avanti, su quali strumenti e con quali modalità. Tra le opzioni allo studio potrebbe esserci un nuovo round di LTRO, un programma di acquisti su ABS, un taglio dei tassi o iniezioni di liquidità nel sistema bancario direttamente legate alla concessione di credito alle imprese” sottolinea Maria Paola Toschi.

È probabile quindi che il focus dei mercati e degli investitori nelle prossime settimane resterà fortemente concentrato proprio su questo tema intensificando le aspettative dei mercati sulle prossime mosse da parte della BCE: uno scenario incerto nel quale potrebbe aumentare la volatilità in attesa di verificare gli interventi di politica monetaria e le loro effettive ricadute sull’economia dell’eurozona.
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