educazione finanziaria

“Investimente” indirizza a scelte finanziarie più consapevoli

15 Maggio 2014 - 9:10
financialounge - news
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Gli investitori che si dichiarano “felici” tendono ad assumere più rischi in virtù della maggior autostima e risultano anche meno esposti alle trappole emotive nelle quali invece cascano più facilmente gli investitori più inclini a riflessioni mentali negative.

È una delle importanti conclusioni a cui giungono i risultati del test “psico-finanziario” realizzato attraverso Investimente.it da Schroders, in partnership scientifica con Matteo Motterlini, Direttore del CRESA (Centro di Ricerca in Epistemologia Sperimentale e Applicata – Università Vita-Salute San Raffaele), che permette un’analisi delle correlazioni tra singoli stati d’animo e le trappole emotive che possono maggiormente influenzare le scelte d’investimento.

Investimente.it, il primo tentativo in Italia di applicare lo studio della finanza comportamentale alle decisioni del singolo risparmiatore, fornisce ai consulenti finanziari uno strumento unico di lavoro, e agli investitori un’utile indicazione per ottimizzare le loro scelte. Schroders ha infatti voluto aprire la strada nell’ottica che la contraddistingue: guardare lontano, anticipare i trend, intervenire non sui singoli prodotti o servizi ma sul quadro complessivo, sull’ambiente cognitivo in cui promotori e clienti lavorano e comunicano e sul modo in cui lo fanno.

Negli oltre 2.000 test compilati da consulenti finanziari e investitori finali, ad esempio, 7 persone su 10 si dichiarano “felici” e queste risultano essere mediamente quelle meno affette da attitudini mentali negative per gli investimenti, poiché gli stati emotivi positivi tendono a migliorare il contesto di scelta delle persone. Gli studi di finanza comportamentale mostrano che le personalità socievoli ed emotivamente stabili vantano una maggiore ricchezza netta e un migliore ritorno annuale dai propri investimenti.

Tuttavia la “felicità”, agendo chiaramente da integratore della fiducia, ha come risvolto negativo quello di far aumentare la possibilità di cadere nell’eccessiva sicurezza di sé (Overconfidence) ed a portare a sopravvalutare le proprie capacità e ad assumere più rischi del necessario. Specularmente, gli stati emotivi negativi espongono meno l’investitore ai rischi connessi all’eccesso di fiducia in se stessi (46%, rispetto al 56% delle persone che si dichiarano felici), ma lo rendono anche, nel complesso, molto più vulnerabile e incline a scelte troppo conservative.

È importante notare come, nel caso di uno dei comportamenti irrazionali più diffusi (il cosiddetto effetto disposizione), le persone con stati emotivi negativi tendono più delle altre (59% vs 47%) a vendere un titolo appena ritengono di aver realizzato un guadagno, avendo meno fiducia nel fatto che le cose possano proseguire il cammino di crescita anche in futuro; al tempo stesso, avendo più paura delle sensazioni negative prodotte dal vendere in perdita, tendono a mantenere troppo a lungo titoli con andamento negativo in portafoglio, finendo per aggravare il passivo: gli investitori “felici”, al contrario, mostrano un buon ritorno dagli investimenti durante i periodi di crescita dei mercati, ma fanno decisamente peggio nei periodi di contrazione.

“Appare evidente quanto lo stato d’animo del momento incida sulle scelte finanziarie e quanto, di conseguenza, debba essere preso in considerazione quando si investe. Se da un lato alcune emozioni possono portare fuori strada, dall’altro una situazione emotiva positiva può aiutarci a superare le trappole mentali cui il nostro cervello è naturalmente predisposto” sottolinea Luca Tenani, Country Head Italy di Schroders - Asset Management che poi prosegue:

“Investimente è nato con l’obiettivo di contribuire, con approccio scientifico ma pragmatico, a una maggiore cultura finanziaria, esigenza che la crisi economica ha accentuato. Oggi più che mai appare necessaria, da parte dell’investitore, una maggiore consapevolezza nelle scelte d’investimento e, da parte dell’intermediario, una maggiore capacità di considerare gli aspetti emotivi nella profilazione del cliente. I tempi sono maturi per un nuovo e più evoluto paradigma di consulenza finanziaria”.
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