Diversified Alpha Plus Fund

Diversified Alpha Plus Fund - 28 febbraio 2014

19 Marzo 2014 14:00
financialounge -  Diversified Alpha Plus Fund
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1. Non solo, a quanto pare, la prospettiva di una "annessione" della Crimea da parte della Russa non ha frenato la propensione al rischio, al contrario sembra addirittura averla incoraggiata. Questo perché, come negli anni ’90, oggi molti operatori ritengono che rischi esterni alla crescita potrebbero rallentare la normalizzazione della politica monetaria nei mercati sviluppati. È questa convinzione che nelle ultime due settimane ha sostenuto il netto rialzo dei rendimenti obbligazionari e da sei mesi li mantiene nella fascia di oscillazione corrente.

2. Gli asset maggiormente rischiosi hanno continuato a guadagnare terreno, tanto che in alcuni casi le valutazioni risultano oggi eccessive. Nella seconda metà di febbraio i listini globali, Topix in testa, sono cresciuti dell’1,4%, mentre le borse emergenti hanno messo a segno rialzi relativamente più contenuti. Le valute dei paesi con ampi disavanzi delle partite corrente hanno continuato ad apprezzarsi.

3. Tuttavia, la performance delle azioni globali presenta alcuni risvolti meno incoraggianti: ad esempio, i settori difensivi hanno allungato il distacco e il segmento più brillante è stato quello della sanità, in progressione del 2,2%. I titoli difensivi hanno espresso la miglior performance da inizio anno: sanità e pubblici servizi hanno battuto tutti gli altri segmenti con una crescita del 6,9% e del 4,4% rispettivamente.

4. Le indagini sulla fiducia delle imprese cinesi hanno deluso le attese e il cruciale dato sulle vendite immobiliari ha evidenziato una nuova perdita di tono a fronte delle nuove misure introdotte da Pechino per scoraggiare gli investimenti speculativi nel settore. La Banca Popolare Cinese ha drenato liquidità dal mercato provocando, in via eccezionale, un deprezzamento dell’1,3% del renminbi.

5. Nella seconda metà di febbraio il Comparto ha guadagnato lo 0,6%, mentre la performance mensile si è attestata all’1,2%. I maggiori contributi positivi sono giunti dalle posizioni lunghe nelle obbligazioni governative dei paesi periferici europei, dalla posizione corta in azioni immobiliari giapponesi e da alcuni investimenti ribassisti collegati al rallentamento della crescita in Cina nel dollaro australiano e in azioni di banche cinesi. I risultati di portafoglio sono stati invece penalizzati da alcune posizioni corte nei beni di consumo primari dell’area Euro e in aziende di distribuzione al dettaglio statunitense.

6. Abbiamo rafforzato la strategia ribassista sulla Cina aprendo nuove posizioni corte nel mercato immobiliare e bancario cinese e nel dollaro australiano. Inoltre, abbiamo inaugurato una posizione corta nel rame e acquistato Cds su banche australiane, cinesi e altri istituti esposti ai mercati asiatici. Anche la posizione ribassista sul listino Giapponese è stata estesa, con l’apertura di nuove posizioni corte su distributori al dettaglio e imprese immobiliari nipponiche. La posizione corta nelle società di estrazione di minerali di ferro è invece stata ridimensionata.

7. Per il Giappone si sta avvicinando il momento della verità, rappresentato dalla tornata primaverile di contrattazioni collettive. In assenza di un netto recupero dei salari (almeno l’1%-2% sopra il tasso d’inflazione generale), la crescita dei redditi reali non riuscirà a centrare le previsioni di consenso attuali. Le statistiche sulla crescita giapponese delle ultime due settimane hanno già nettamente deluso le attese. Il mercato obbligazionario nipponico non sembra avere troppa fiducia nelle misure di riflazione introdotte, come dimostrano i rendimenti e la volatilità realizzata del decennale nipponico sempre prossimi ai minimi storici dello 0,59% e 2% rispettivamente.




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