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Perché le attività di M&A aiutano le Borse

26 Febbraio 2014 - 10:50
financialounge - news
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L’inflazione in calo è una buona notizia per i mercati finanziari: per le Borse, che non temono una stretta creditizia a breve da parte della Fed, ma anche per il mercato obbligazionario i cui tassi di interesse a lungo termine dovrebbero salire con più gradualità. È quanto sostiene Russ Koesterich, Global Chief Investment Strategist di BlackRock nel commento settimanale ai mercati nel quale, però, analizza anche altri due importanti aspetti: la volatilità dei listini azionari e le frenetiche attività di M&A. Ma scorriamo insieme l’analisi settimanale dello strategist.

La scorsa settimana la lettura del Consumer Price Index (CPI) di gennaio è stata al centro dei riflettori: i dati hanno mostrato che l'inflazione negli USA rimane sotto controllo attestandosi all’1,60% su base annua. Sono due i principali fattori primari che consentono di mantenere l'inflazione più bassa e meno volatile di quanto non sia stato in passato. In primo luogo, le aziende sono in grado di controllare meglio l’aumento dei prezzi in un ambiente dove la crescita dei salari risulta stagnante. In secondo luogo, l'aumento della produzione di petrolio negli Stati Uniti ha contribuito a smorzare la tipica volatilità dei prezzi del greggio: sebbene le quotazioni del petrolio siano più alte oggi di quanto non lo fossero dieci anni fa, l'aumento della produzione negli Stati Uniti si è tradotta in una minore volatilità dell'inflazione derivante dal settore energetico.

“Inflazione bassa e meno volatile è un bene per l'economia e per i mercati finanziari, in quanto significa che la Federal Reserve è meno sotto pressione e non ha necessità immediata di alzare i tassi di interesse. Ci aspettiamo pertanto che la banca centrale continui il suo programma di tapering, che renderà le condizioni monetarie leggermente meno accomodante, ma con i tassi di interesse a breve vicino allo zero fino al 2014 e anche nel 2015. Bassi tassi a breve termine forniscono il doppio vantaggio di supportare le valutazioni azionarie e contribuiscono pure a un aumento non troppo aggressivo dei tassi del Tesoro a lungo termine” sottolinea Russ Koesterich.

Mentre la volatilità dell'inflazione è in calo, è vero il contrario per quanto riguarda invece i mercati azionari. Il VIX Index, un indicatore della volatilità del mercato azionario statunitense, è calato un po’ rispetto ai picchi registrati ai primi di febbraio ma resta comunque ad un livello più alto di quanto non fosse all'inizio dell'anno.

“Data l'incertezza economica prevalente, la probabilità di un continuo taperign da parte della Fed e un contesto ancora fragile nei mercati emergenti, ci aspettiamo che persistano gli attuali livelli relativamente più elevati di volatilità del mercato azionario. Per essere chiari, non prevediamo livelli insolitamente elevati di volatilità , ma ci aspettiamo che la volatilità continuerà a salire rispetto ai livelli insolitamente bassi dell secondo semestre dello scorso anno. In particolare, ci aspettiamo che il VIX salga dal suo livello attuale, intorno a quota 15, verso la sua media di lungo periodo pari a circa 20” argomenta Russ Koesterich che poi passa a parlare di un'altra tendenza rilevante emersa con forza la scorsa settimana: l’attività dei deal aziendali, dall’accordo Time Warner/Comcast annunciato all'inizio di questo mese all’offerta della società farmaceurica Actavis per acquisire la rivale Forest Labs per 25 miliardi di dollari fino alla notizia che Facebook ha rilevato WhatsApp per 19 miliardi di dollari.

“Questo aumento delle attività di M&A non dovrebbe tuttavia essere una sorpresa. Con una crescita lenta dell’economica e minori margini di crescita organica per le aziende, ha senso per le compagnie che hanno disponibilità di cassa lanciarsi in acquisizioni che puntino alla crescita del proprio business. L'aumento di M&A può anche essere un precursore del comportamento aziendale in termini di aumento delle spese in conto capitale. In generale, possiamo dire che più alti livelli di deal aziendali (e controvalori di spesa per l’acquisizione ben superiori ai valori di mercato) sono positivi, in quanto tendono ad agire come supporto alle quotazioni dei mercati azionari” puntualizza Russ Koesterich.
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