Dal private equity a Piazza Affari

borsa
28 Gennaio 2014 - 15:15

Il 2014 potrebbe essere l’anno buono per un robusto incremento delle IPO (Initial Public Offering) anche in Italia. Infatti, se a livello internazionale la società di consulenza specializzata Ernst&Young stima l’accesso ai listini di almeno 300 nuove società, in Italia si guarda con interesse al mercato del private equity.

I fondi specializzati di questo settore, infatti, detengono oltre mille aziende italiane in portafoglio e, dopo anni in cui hanno investito capitali per farle crescere e sviluppare, una delle strade maestre per uscire dalla partecipazione è quello di quotarle in Piazza Affari. Sono due i fattori che depongono a favore di questa ipotesi.

In primis l’abbondante liquidità ancora circolante sui mercati finanziari in attesa di impieghi con potenzialità redditizie. In secondo luogo, il crescente interesse da parte degli investitori internazionali per l’equity del Vecchio Continente: se il 2014 dovesse essere l’anno in cui il focus sull’azionario Europa raggiunge il livello massimo degli ultimi anni, le matricole di Borsa potrebbero essere un target molto importante.

Secondo alcune stime formulate dagli analisti di banche d’affari italiane, le nuove quotazioni in Borsa quest’anno potrebbero riguardare una decina di società per il mercato principale e tre le 15 e le 20 imprese relativamente all’AIM Italia (Mercato Alternativo del Capitale), il listino di Borsa italiana per le piccole e medie imprese.

Tra i settori nei quali i fondi di private equity contano maggior partecipazioni in portafoglio figurano quello di beni e servizi industriali, quello delle utilities, quello dell’information technology, quello dei media e entertainment, e quello medicale.

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