Craig Botham

Riforme coraggiose per rilanciare l’India

di Craig Botham, Emerging Markets Economist 6 Dicembre 2013 - 19:00
financialounge - news
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Il PIL dell’India del terzo trimestre è cresciuto al 4,8% anno su anno, dal 4,4% del trimestre precedente, superando le attese di consenso ferme al +4,6%. Il miglioramento è avvenuto su un’ampia base di contributi, ma in particolare è stata la crescita della produzione (+1% anno su anno, dopo aver registrato una contrazione dell’1,2% nel trimestre precedente) ad aver sorpreso maggiormente. Il settore dei servizi ha visto una dinamica più debole mantenendo tuttavia una crescita anno su anno.

I dati suggeriscono che l'India ha beneficiato dell'indebolimento della valuta: la rupia, infatti, ha registrato in media un calo del 12% rispetto al secondo trimestre dell’anno aumentando la competitività degli esportatori indiani e supportando le vendite delle imprese locali, rendendo più onerose le importazioni dei concorrenti. Infatti, nel trimestre le esportazioni mostrano un incremento ogni mese, tra l'11% e il 13% anno su anno, mentre le importazioni registrano un calo.

Questi dati macroeconomici vanno accolti con favore. L'India ha probabilmente fatto i maggiori progressi tra i paesi che hanno sofferto di più il possibile avvio del tapering da parte della Fed preannunciato a maggio. Un miglioramento della bilancia commerciale aiuta infatti a ridurre il disavanzo delle partite correnti, rendendo il Paese meno vulnerabile a eventuali riduzione dei quantitative easing delle grandi banche centrali mondiali (Fed in primis).

Rimane però ancora molto da fare anche perché la svalutazione della moneta non è priva di costi: l'inflazione ha raggiunto livelli massimi. Per migliorare questa traiettoria è necessario che chi vincerà le elezioni nel prossimo mese di maggio sia pronto a varare riforme coraggiose. Il monsone per ora è finito, ma la politica deve disperdere le rimanenti nuvole sul cielo dell’India.
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