Diversified Alpha Plus Fund

Diversified Alpha Plus Fund - 30 settembre 2013

18 Ottobre 2013 09:30
financialounge -  Diversified Alpha Plus Fund
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1. Nonostante i dati economici superiori alle attese pubblicati nelle ultime due settimane in molte regioni (tranne il Giappone), nel complesso gli asset più rischiosi a livello globale non hanno fatto progressi. Le azioni globali hanno mostrato un andamento piatto, le materie prime hanno espresso performance contrastanti e i rendimenti dei titoli di Stato sono scesi (nel caso dei Treasury decennali statunitensi il calo è stato di 27 pb).

2. Nell’Eurozona hanno continuato ad affiorare segnali di un’accelerazione della ripresa ciclica e i mercati azionari hanno registrato una notevole sovraperformance, con un rialzo di quasi l’1% dell’Eurostoxx 50.

3. Al contrario, l’S&P 500 ha ceduto lo 0,4% in vista delle probabili turbolenze legate alla situazione delle finanze pubbliche. La possibilità che il consolidamento fiscale ritardi ulteriormente il tapering, ovvero ridimensionamento del programma di allentamento quantitativo ha contribuito a spingere al ribasso il dollaro statunitense, che si è deprezzato dell’1,5%.

4. L’incertezza sulle prospettive del ciclo economico si è manifestata nelle performance contrastanti degli attivi ciclici. Nell’ambito dei settori azionari globali, beni di consumo discrezionali e utility hanno conseguito i risultati migliori, mentre beni di consumo primari ed energia hanno sottoperformato. Le commodity non hanno esibito un trend comune, con un rialzo del 3,6% per il rame e una flessione del 3,9% per il greggio Brent.

5. Nella seconda metà di settembre il comparto ha accusato un ribasso di 12 pb. Le posizioni associate al tema della ripresa dell’area euro hanno fornito contributi positivi, così come la posizione lunga in chiave tattica nei Treasury Usa decennali. Gli apporti più negativi sono giunti dagli investimenti legati al tema della bolla dei rendimenti, tra cui la posizione lunga nei titoli delle assicurazioni vita statunitensi e quella corta nei distributori al dettaglio americani, nonché le esposizioni corte ancora rimanenti nelle valute legate alle materie prime e dei mercati emergenti.

6. Abbiamo apportato alcune piccole modifiche alla composizione del portafoglio: le posizioni corte nelle divise legate alle commodity e dei paesi emergenti sono state chiuse, ed è stata ampliata l’esposizione lunga tattica nei titoli governativi statunitensi a dieci anni. La posizione lunga nelle assicurazioni vita americane ha raggiunto i limiti di stop loss.

7. Il comparto mantiene un’esposizione direzionale alle azioni contenuta, pari al 18%. A fine settembre, la nostra esposizione obbligazionaria corretta per la duration era pari al 33% (misurata con il metodo “10-year equivalents”) ed era in gran parte di natura tattica.

8. Continuiamo a destinare un’ampia porzione del nostro budget di rischio al tema della ripresa dell’Eurozona. A differenza della maggioranza delle altre principali economie del mondo, l’area euro sta emergendo da una profonda depressione ciclica in un clima di diffuso scetticismo tra gli investitori, e riteniamo che i mercati non abbiano ancora riconosciuto appieno tale sviluppo.

9. Diffidiamo del generalizzato ottimismo sulle condizioni negli Stati Uniti (esclusa l’impasse su bilancio e tetto del debito) e riteniamo che l’economia americana potrebbe essere in una fase più avanzata del ciclo di quanto comunemente si pensi e sia vulnerabile a un eventuale inasprimento della politica monetaria

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