Ben Bernanke

Summers fuori dalla corsa alla Fed: implicazioni per i mercati

16 Settembre 2013 21:00
financialounge -  Ben Bernanke disoccupazione Federal Reserve Fondi obbligazionari High Yield J.P. Morgan Asset Management Janet Yellen Larry Summers Maria Paola Toschi mercati azionari mercati emergenti politica monetaria quantitative easing tapering USA
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Negli ultimi giorni uno dei possibili successori di Ben Bernanke alla guida della Federal Reserve, Larry Summers, ha ritirato la sua candidatura. Summers era il candidato favorito dal Presidente Obama, ma c’era una certa resistenza alla sua scelta da parte di alcuni Membri democratici della Commissione bancaria del Senato, cosa che avrebbe potuto costituire un problema alla sua elezione.

"A questo punto il candidato di gran lunga preferito è il Vice Presidente della Fed, Janet Yellen, anche se non si può escludere che il precedente Vice Presidente Donald Kohn e il precedente Segretario del Tesoro, Tim Geithner possano essere riconsiderati" riferisce a FinanciaLounge Maria Paola Toschi, Executive Director Market Strategist J.P. Morgan Asset Management che poi spiega: "Janet Yellen, che ora è la vice President della Fed potrebbe essere una scelta naturale. Se fosse eletta sarebbe la prima donna a guidare la Fed in 100 anni di storia. Sarebbe quindi una scelta politicamente molto importante. Janet Yellen, secondo quanto emerso nei suoi commenti publici, è altrettanto "dovish", ovvero accomodante, di quanto sia l’attuale Presidente della Fed, Ben Bernanke, mentre Larry Summers è considerato più neutrale nella rosa di esponenti del Comitato di politica monetaria della Fed che si dividono tra dovish e hawkish, ovvero più restrittivi. Non c’è da meravigliarsi quindi se l’annuncio delle dimissioni di Summer abbia avuto una favorevole accoglienza dai mercati, e abbia determinato un calo dei rendimenti dei Treasury e un indebolimento del Dollaro. Inoltre il mercato azionario è salito, probabilmente in conseguenza della minore incertezza riguardo al corso futuro della politica monetaria del paese, ma anche in previsione di una implementazione del tapering più graduale di quanto non avrebbe potuto fare il candidato alternativo".

Riguardo al tapering appunto, è probabile che nel meeting dei prossimi giorni, del 17 e 18 settembre, la Fed annunci il graduale calo del programma di acquisti di titoli, che è stato il perno della politica monetaria ultra espansiva della Banca Centrale americana negli ultimi anni. Ci aspettiamo che venga annunciata una riduzione degli acquisti di circa 15 miliardi di dollari di acquisti al mese, rispetto agli 85 miliardi che vengono attualmente effettuati, di cui 10 miliardi sui Treasury e 5 miliardi sui MBS. Il programma resterebbe quindi in essere per 70 miliardi di acquisti al mese, ancora un impegno molto consistente per il bilancio della Fed.

Una volta chiarite le prossime decisioni di politica monetaria dei prossimi mesi, è possibile che il Presidente Obama voglia accelerare la scelta del nuovo candidato alla guida della Fed, per evitare che ci possa essere un lungo periodo di incertezza per i mercati. La nomina potrebbe quindi arrivare entro fine settembre o a inizio ottobre. La scelta dovrà essere confermata dal Senato. Tuttavia finchè i Democratici controllano il Senato, è probabile che la nomina possa essere ratificata e che il nuovo Governatore possa iniziare il suo mandato a cominciare dal meeting della Fed del 24 Gennaio.

"Nonostante l’annuncio del cosiddetto tapering, la politica monetaria americana, come sappiamo, rimane estremamente espansiva. Infatti la Fed ha intenzione di tenere i tassi ai livelli eccezionalmente bassi fino a quando la disoccupazione sarà superiore al 6,5%, come annunciato in precedenza. L’economia in questo periodo sta evidenziando segnali di progresso del ciclo economico. E’ possibile che il tasso di disoccupazione che ora è al 7,3%, raggiunga il livello desiderato del 6,5% alla fine del 2014, suggerendo alla Fed e al suo nuovo Presidente, di alzare i tassi all’inizio del 2015. Janet Yellen ha suggerito la proposta di un aumento dei tassi in futuro più lento del normale. Anche questo quindi è un segnale che piace ai mercati perchè denota il suo approccio graduale e accomodante. E’ quindi possibile che i tassi sui Fed Funds raggiungano il livello di 1,25% a fine 2015 e 2,25% a fine 2016 dall’attuale 0-0,25%" sottolinea Maria Paola Toschi che parlando di tassi di mercato aggiunge: "E' possibile che, a seguito della rimodulazione del programma di acquisti da parte della Fed, i tassi sui Treasury a 10 anni possano superare il 3% all’inizio del 2014 e portarsi gradualmente al 3,5% durante la prima parte del 2014, determinando ancora qualche tensione per i mercati obbligazionari".

In conclusione la scelta di Janet Yellen, potrebbe essere favorevole ai mercati, ma non così determinante. Infatti anche un candidato alternativo per essere scelto ed eletto, dovrebbe dare al Presidente Obama garanzie sul proseguimento della lunga strada intrapresa da Bernanke incentrata sul rilancio economico e sul calo della disoccupazione.

Il contesto economico americano suggerisce al momento una preferenza per l’esposizione ai mercati azionari rispetto a quelli del reddito fisso. Infatti l’economia continua a migliorare, i tassi stanno gradualmente salendo, ma sono ancora bassi. Secondo le nostre stime quando i tassi restano sotto il 5%, la correlazione tra andamento dei mercati azionari e movimenti dei tassi è bassa e le azioni possono ancora salire.

La politica monetaria resterà ancora accomodante a lungo e basata sulla combinazione di tassi praticamente a zero e quantitative easing seppure in graduale calo. Per contro i mercati del reddito fisso potrebbero essere interessati da volatilità e incertezza, cosa che suggerisce maggiore selettività e ricerca di quelle categorie di investimento, come high yield ma anche emerging market debt, che possano offrire qualche protezione dal contesto di rialzo dei tassi.
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