Christophe Bernard

Sovrappeso negli asset rischiosi

5 Settembre 2013 - 18:00
financialounge - news
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“Siamo coscienti della possibilità di nuove possibili tempeste all'orizzonte: basti pensare alla riapertura del dibattito sul tetto dell'indebitamento negli USA, alle prossime elezioni federali in Germania, alle incognite sulla tenuta della coalizione politica in Italia e, non da ultimo, al rischio di un'escalation in Siria” dichiara Christophe Bernard, Chief Strategist di Vontobel che però subito dopo aggiunge

“Tuttavia, l'ampia ripresa economica, le robuste condizioni delle imprese e la politica accomodante delle banche centrali ci confortano nel nostro atteggiamento positivo nei confronti dei mercati azionari e delle attività rischiose, sebbene l'argomento della loro valutazione è ormai relativizzato dal rialzo dei rendimenti sui titoli di Stato”.

Già a partire dalla prima metà di luglio, Vontobel ha infatti reinvestito una notevole parte della liquidità in portafoglio sui mercati azionari sviluppati, in obbligazioni ad alto rendimento e nel cosiddetto debito esterno dei mercati emergenti, cioè i titoli governativi emerging markets denominati in dollari USA.

“Così facendo, siamo passati da una ponderazione neutrale a un sovrappeso degli asset rischiosi. Inoltre abbiamo sfruttato la situazione sul mercato dell'oro, per aumentare tatticamente la nostra esposizione. Dopo le massicce ondate di vendite, il rapporto rischio/rendimento è tornato infatti a essere più favorevole per il metallo prezioso” precisa Christophe Bernard che poi spiega come hanno cominciato a cogliere le opportunità sui mercati creditizi:

“Dopo aver dimezzato in giugno la nostra esposizione nel debito dei paesi emergenti denominato in valuta locale, stiamo riconsiderando "l'investment case" alla luce delle rinnovate pressioni su emittenti chiave come India e Brasile. La nostra convinzione è che, qualora i tassi di interesse americani a lungo termine si stabilizzassero sugli attuali livelli, emergerebbero buone occasioni di investimento e ogni ulteriore flessione potrebbe offrire interessanti opportunità”.

Queste scelte d’investimento adottate da Vontobel prendono spunto dai robusti indicatori economici pubblicati nei mesi estivi negli USA, nel Regno Unito, in Giappone e nella zona euro, che mostrano, in modo inequivocabile, come la ripresa si stia estendendo a tutte le economie avanzate.
Al contrario, i dati deludenti provenienti dall'India e dall'Indonesia, evidenziano come le economie dei mercati emergenti non abbiano ancora superato il peggio ad eccezione della Cina. Pechino, secondo le stime di Vontobel, è destinata a una netta contrazione dei tassi di crescita a lungo termine, ma dovrebbe riuscire a mantenere una traiettoria di crescita del 7% sul breve termine, seppure con mezzi obsoleti e tutt'altro che sostenibili.
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