Diversified Alpha Plus Fund

Diversified Alpha Plus Fund - 15 agosto 2013

30 Agosto 2013 09:30
financialounge -  Diversified Alpha Plus Fund
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1. Il ribilanciamento della crescita globale e l’imminente cambio di marcia della politica monetaria statunitense sono i due temi che, nella prima parte di agosto, hanno continuato a dominare i mercati. I rilevamenti sull’attività economica nell’Area Euro hanno confermato che nel secondo trimestre la regione è uscita dalla recessione; al contrario, l’economia giapponese sembra aver imboccato una fase di rallentamento, mentre i segnali provenienti dagli Stati Uniti non hanno fornito prove conclusive dell’accelerazione attesa con ansia dai mercati per il secondo semestre.
I dati relativi alla crescita nei paesi emergenti, primo fra tutti la Cina, hanno riservato sorprese posi tive, tuttavia le economie più esposte alle pressioni esogene e con ingenti disavanzi delle partite correnti, come India e Turchia, hanno deluso le attese.

2. A fronte dei dati macroeconomici contrastanti, i listini azionari globali hanno chiuso il periodo sostanzialmente invariati, anche se a livello regionale le differenze sono state consistenti: i mercati dell’Area Euro hanno conseguito i risultati migliori con l’Eurostoxx e le piazze azionarie emergenti in rialzo rispettivamente del 2,5% e dell’1,8%, mentre l’indice statunitense ha ceduto l’1,5%. Le materie prime hanno messo a segno un consistente recupero per effetto delle speranze di una prossima ripresa della crescita cinese e dei prezzi a sconto raggiunti, che hanno permesso al rame di apprezzarsi del 7% e al più ampio indice Gsci di guadagnare il 2%. Il settore azionario più brillante a livello globale è stato quello dei materiali, con un progresso del 4,4%.

3. Le pressioni di vendita sui titoli di Stato dei paesi del G4 sono proseguite e hanno fatto lievitare di 21 punti base i rendimenti del Bund decennale e di altri 19 pb quelli dei Treasury di uguale scadenza, che si attestano ora dell’1% al di sopra dei livelli di fine 2012. In reazione all’inasprimento delle condizioni di finanziamento a livello globale, le valute dei paesi emergenti contraddistinti da forti disavanzi delle partite correnti, come Brasile, Sudafrica e Indonesia, hanno sottoperformato.

4. Il comparto ha espresso una performance sostanzialmente invariata nel periodo. I guadagni conseguiti dagli investimenti legati al tema della ripresa in Europa (posizione lunga nelle azioni dell’Eurozona in generale e nei paesi periferici, allocazioni in titoli fortemente sottovalutati, case automobilistiche e obbligazioni dei paesi periferici, e posizione corta nei Bund tedeschi a 10 anni e lunga in Treasury di uguale scadenza) sono stati in gran parte annullati dalle perdite registrate dalle restanti posizioni corte legate alla nostre attese di un rallentamento dell’economia cinese. La posizione corta nei Reit statunitensi, legata al tema della “bolla dei rendimenti”, ha invece dato un contributo positivo al portafoglio.

5. Abbiamo continuato ad aumentare l’esposizione all’area euro stabilendo posizioni lunghe sulle azioni europee (rispetto a quelle statunitensi) e sulle case automobilistiche della regione, inoltre abbiamo assunto una posizione rialzista sullo spread dei titoli portoghesi a 10 anni rispetto agli omologhi tedeschi. Gli investimenti associati alla Cina sono stati ulteriormente ridimensionati, eliminando alcune posizioni corte su rame, istituti finanziari e società immobiliari locali. Abbiamo invece incrementato le posizioni collegate al tema di un possibile affievolirsi della bolla dei rendimenti.

6. Il portafoglio conserva una modesta esposizione direzionale al mercato azionario (esposizione netta del 23%), per lo più a fini di copertura della strategia corta sul dollaro australiano. Escludendo le posizioni lunghe nei titoli di Stato dei paesi della periferia europea, la duration del portafoglio è corta.

7. Non segnaliamo modifiche sostanziali del nostro scenario previsto. Prevediamo che l’economia europea proseguirà sulla strada della ripresa, ma non abbiamo altrettanta fiducia nelle prospettive degli altri paesi del G4. La politica monetaria statunitense ha molto probabilmente ormai superato la fase di maggior stimolo e molti attivi sensibili all’andamento dei tassi in tutto il mondo potrebbero ritracciare. Non riteniamo che la crescita cinese si sia ancora stabilizzata e siamo alla ricerca di opportunità per riaprire posizioni corte in strumenti legati al tema della Cina.

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