commodities

Materie prime ma guardando ai nuovi business

17 Luglio 2013 - 15:00
financialounge - news
financialounge - news
Negli ultimi anni, molti investitori si sono lasciati attrarre dai fondi focalizzati nel settore minerario e dell'energia, così da potere beneficiare dal boom globale delle commodity. Un approccio che ha permesso di ottenere buoni ritorni fino a oggi ma che, tuttavia, suona ormai come un po’ datato e per questo non è più valido per il futuro. Ne sono certi gli esperti di Vontobel Asset Management, che in uno studio dal titolo "La maniera più intelligente per investire in materie prime" ritengono che, per il futuro, "investire in gruppi specializzati in segmenti dei mercati delle commodity promettenti offre rendimenti potenzialmente superiori" rispetto all'approccio che ha caratterizzato gli ultimi anni.


Ok le risorse ma bisognerà selezionare
Tutto ruota intorno al significato di “business promettente”. Secondo gli esperti, "le risorse continueranno a rappresentare una interessante area di investimento anche in futuro" ma le opportunità andranno ricercate "nei gruppi che guidano l'innovazione tecnologica e che rendono possibile il cambiamento". Va poi considerato che "le società legate alle risorse tradizionali stanno fronteggiando" in questa particolare fase economica "tutta una serie di difficoltà come ad esempio il crescente costo del lavoro, maggiori costi legati ai progetti e un nazionalismo delle risorse che risulta sempre più accentuato". E' anche per questo motivo che ci sono maggiori possibilità di puntare su un investimento azionario vincente e redditizio se si guarda "alle società che producono sostituti per risorse e materiali" e che, in generale, possono contare su una gestione delle risorse più efficiente.


Sì all'energia non convenzionale e alle tecnologie avanzate
Ma cosa significa questo a livello pratico? Posto che ben poche persone possono mettere in dubbio che la domanda di materie prime seguiterà a crescere negli anni a venire, gli esperti di Vontobel Asset Management ritengono che il modo più intelligente per investire in questo settore preveda di focalizzarsi su due tipi di società: da una parte, gruppi energetici "non convenzionali" e, dall'altra, fornitori di soluzioni tecnologiche avanzate. Per quel che riguarda la prima categoria di società, "la crescente domanda di petrolio e gas dovrebbe essere interamente soddisfatta dalle cosiddette fonti energetiche non convenzionali, come ad esempio il biofuel, visto che le risorse naturali liberamente accessibili sono già state ampiamente sfruttate". Perciò è chiaro che, a detta di Vontobel Asset Management, "i gruppi specializzati in fonti energetiche non convenzionali, spesso e volentieri di medie dimensioni e non particolarmente conosciuti, trarranno beneficio da questo trend". La seconda categoria include invece le società che, ad esempio, producono materiali sostituti rispetto alle risorse scarse. E anche tali gruppi possono rappresentare "candidati all'investimento molto promettenti per il futuro".

Gli economisti di Vontobel Asset Management concludono lo studio con un'immagine poetica che rende però bene l'idea della strada verso cui si sta procedendo per quel che riguarda l’investimento in commodity: "Le soluzioni energetiche del ventunesimo secolo saranno trovate nelle menti delle persone nel mondo". Spazio dunque alla fantasia e bando ai business tradizionali.
Trending