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Una correzione fisiologica

17 Giugno 2013 - 6:00
financialounge - news
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Cosa sta succedendo ai fondi obbligazionari emerging market corporate bond?

Nell’ultimo mese hanno lasciato sul terreno oltre 4 punti percentuali portando la performance da inizio anno in territorio negativo, per la precisione -1,5%. Molti sottoscrittori si sono subito allarmati anche perché questa asset class veniva definita a inizio anno come una delle migliori per diversificare e ottimizzare il portafoglio a reddito fisso. Diciamo subito che, per quanto brusca, la correzione resta fisiologica per una categoria di fondi che, anche dopo questo forte calo delle quotazioni, conserva un rendimento medio, su base annua, del 4,68% e uno a tre anni del 17,02% (pari al 5,37% annuo composto).

I fondamentali che ne suggerivano l’acquisto a inizio anno restano intatti, soprattutto in ottica di medio termine. Infatti le società del Paesi emergenti evidenziano uno stato di salute (in termini di redditività prospettica e di stato patrimoniale) più che lusinghiero, sia in assoluto e sia, soprattutto, se confrontato con le concorrenti di settore dei paesi in via di sviluppo.

Inoltre si tratta di aziende che, per quanto siano spesso a vocazione internazionale, operano in un contesto locale dove poggiano su un sistema creditizio più solido di quello dei paesi occidentali e su consumi interni molto dinamici. Inoltre, proprio grazie alla correzione dell’ultimo mese, hanno visto allargare gli spread rispetto ai rendimenti dei titoli di stato USA e tedeschi e quindi offrono una remunerazione ancora più interessante rispetto a prima.

Insomma, la raccomandazione degli esperti è quella di mantenere in portafoglio i fondi obbligazionari emerging market corporate bond oppure, se mancanti, prendere posizione su questa categoria che dovrebbe riuscire anche nei prossimi anni a fare meglio della media dei fondi obbligazionari come già in passato: negli ultimi 10 anni, per esempio, i fondi obbligazionari emerging market corporate bond hanno reso il 57,15% (4,66% annuo composto) contro il 30,11% (2,69%) medio annuo) dell’indice generale dei fondi obbligazionari italiani.
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