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La svolta dei consumatori cinesi

28 Marzo 2013 - 9:00
financialounge - news
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Tra il 2000 e il 2010 i consumatori domestici cinesi hanno visto scendere il proprio contributo alla formazione del prodotto interno lordo del paese da 62% al 47%. Ma negli ultimi due anni le cose stanno cambiando soprattutto per ragioni politiche.

Il Governo di Pechino, infatti, si pone l’obiettivo di svincolare il più possibile la crescita economica del gigante asiatico dal trend mondiale che potrebbe esporre la Cina a futuri bruschi rallentamenti: per centrarlo è necessario che i consumi interni crescano ad un ritmo maggiore che in passato in modo da controbilanciare un export sempre meno brillante.

In base a un recente studio effettuato da una importante società internazionale specializzata in ricerche e analisi di mercato, nel 2020 dovrebbero essere poco meno di 21 milioni le famiglie cinesi nella fascia di reddito più alta, quella cioè superiore ai 34 mila dollari USA, (rispetto ai 4 milioni del 2010): un numero inferiore a quello dei nuclei familiari statunitensi (oltre 82 milioni) ma nettamente al di sopra di quelli tedeschi (poco al di sopra dei 14 milioni). Nella fascia di reddito compresa tra i 16 mila e i 34 mila dollari, invece, nel 2020 dovrebbero figurare oltre 166 milioni di famiglie cinesi contro i 33 milioni di nuclei familiari Usa e i 19 milioni di famiglie tedesche.
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