banche centrali

Oro, prevalgono i riscatti degli investitori

7 Marzo 2013 - 9:00
financialounge - news
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Ormai è un vero e proprio braccio di ferro tra le banche centrali, in particolare quelle dei Paesi emergenti, e gli investitori finanziari internazionali. Con questi ultimi che, almeno per il momento sembrano prevalere.

Stiamo parlando del mercato dell’oro le cui quotazioni sono in costante calo da diversi mesi: solo dall'inizio di quest'anno, il fixing del metallo prezioso è sceso da 1.675 a 1.574 dollari l’oncia, circa sei punti percentuali in meno.

Secondo le prime stime, a febbraio i 55 etf specializzati sull’oro fisico, hanno accusato 110 miliardi di tonnellate di riscatti netti: si tratta del record negativo assoluto che spazza via il precedente registrato nel gennaio di due anni fa (65 tonnellate).

Sull’altro versante, invece, le banche centrali proseguono nell’acquisto di oro, sebbene con impatti meno significativi sul mercato: a febbraio l’istituto bancario centrale della Corea del Sud ha comprato altre 20 tonnellate di oro portando il montante complessivo custodito a 104 tonnellate il cui attuale valore di mercato è di circa 4,8 miliardi di dollari, cioè l’1,5% delle riserve totali valutarie di Seul.
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