fondi a cedola

La riscoperta di uno strumento tradizionale per gli investitori: la cedola

2 Febbraio 2012 - 19:00
financialounge - news
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Se
il 2008 è stato l’anno che ha reso davvero consapevoli tutti gli
investitori obbligazionari su cosa sia il rischio emittente con il
fallimento della banca d’affari Lehman Brothers, il 2011, è stato invece
l’anno della crisi del debito sovrano europeo: un anno in cui anche i
possessori di titoli di stati importanti (come la Spagna e l’Italia)
hanno costatato che i loro investimenti non sono affatto privi del
rischio di insolvenza.
Il risultato di questi eventi, dal 2008 a
oggi, è che è aumentata la volatilità anche dei mercati obbligazionari
e, con essa, l’avversione al rischio da parte degli investitori.

La soluzione dei fondi a cedola
Esiste
però una interessante soluzione che consente di combinare un’ampia
diversificazione del rischio del portafoglio a una remunerazione
periodica dell’investimento. Consiste nel sottoscrivere comparti a
distribuzione della cedola. Un fondo di questo tipo, assicura
un’efficace diversificazione del rischio: investendo in centinaia di
titoli, il gestore riduce il rischio di fallimento a percentuali
frazionali del portafoglio. Questo permette di poter contare con
ragionevole certezza (sebbene senza nessuna garanzia assoluta) che il
capitale investito sia disponibile nel medio lungo termine (dai 3 ai 10
anni a seconda della tipologia di comparto sottoscritto). In parallelo,
il fondo che distribuisce una cedola periodica (mensile, trimestrale,
semestrale o annuale), consente al sottoscrittore di beneficiare di un
reddito utilizzabile per molteplici finalità: integrare le entrate di
famiglia, coprire alcune spese tese a migliorare la qualità della vita
(come, per esempio, pagare la retta scolastica piuttosto che l’affitto
di una seconda casa al mare o in montagna), finanziarie le rate di un
prestito (per l’auto, per gli arredi della casa, ecc.), migliorare le
disponibilità per il divertimento e per il tempo libero (viaggi, vacanze
ecc.). Inoltre l’incasso della cedola ha una proprietà “emotiva” molto
importante, soprattutto in una fase concitata dei mercati come questa.
L’investitore che può contare su un reddito periodico, tende a
concentrare la propria attenzione soprattutto sulla destinazione di tale
provento e, per contro, diminuisce la frenetica ricerca del calcolare
quanto stia guadagnando o perdendo con il comparto, dedicando a questo
aspetto l’attenzione più appropriata e cioè una verifica una volta o al
massimo due all’anno. Un approccio che permette di beneficiare, anno per
anno, dei frutti (sotto forma di cedole periodiche) dell’investimento e
di mantenere nel medio lungo termine il valore del capitale investito.

La gamma di fondi a distribuzione di Invesco
Invesco
vanta attualmente una delle più ampie gamme di fondi a distribuzione in
Italia. Gli investitori possono infatti scegliere tra 6 fondi (e 11
classi d’investimento) a indirizzo obbligazionario, quattro a vocazione
azionaria, due specializzati nel settore immobiliare e due di tipo
bilanciati flessibili (vedere tabella 1).

Tre idee d’investimento, con la cedola
In
questo ricco menù, appare oggi particolarmente interessante
focalizzarsi su tre comparti a reddito fisso: Invesco Euro Corporate
Bond, Invesco Emerging Local Currencies Debt e Invesco Emerging Market
Corporate Bond.
Le ragioni per investire nel comparto Invesco
Emerging Local Currencies Debt Fund sono molteplici a cominciare
dall’esposizione in valuta che può essere considerata come un
investimento a somma zero, nel quale i clienti possono trarre profitto
dall'andamento, nell'una o nell'altra direzione, del rapporto di cambio
con una valuta di riferimento. Poi spicca la diversificazione: vista la
bassa correlazione con altri indici obbligazionari e azionari, gli
investitori beneficiano di una maggiore diversificazione del
portafoglio;
questa asset class, inoltre, è a più elevato rendimento
(rispetto ai titoli a reddito fisso dei Paesi industrializzati) e si
addice a diversi profili di investimento. L’ampiezza dei mercati
obbligazionari locali emergenti accresce poi le opportunità disponibili e
consente potenzialmente di ridurre il rischio e fronteggiare la
volatilità diversificando il portafoglio in termini geografici,
valutari, di posizionamento sulla curva e di selezione dei titoli. Non
va poi neppure trascurato che la disponibilità di obbligazioni in valuta
locale è sempre più ampia e la liquidità di questi strumenti è in
continuo aumento. L’opportunità della scelta del comparto Invesco
Emerging Market Corporate Bond comprende molte delle ragioni appena
viste per l’Emerging Local Currencies Debt Fund alle quali aggiunge le
molteplici occasioni di investimento che le emissioni obbligazionarie
delle più dinamiche aziende dei Paesi in via di sviluppo offrono in
termini di rischio / rendimento.
Le motivazione che rendono
particolarmente attraente il comparto Invesco Euro Corporate Bond
partono dalle valorizzazioni interessanti del mercato sottostante: a
giudizio del team di gestione a reddito fisso di Invesco, le
obbligazioni societarie europee presentano valorizzazioni interessanti.
Si ritiene che le attuali condizioni del mercato obbligazionario offrano
allo stesso tempo opportunità di crescita in conto capitale e
rendimenti interessanti, soprattutto nel settore finanziario. Il fondo,
peraltro, vanta un solido track record: la capacità del comparto di
generare stabilmente sovraperformance rispetto ai prodotti della stessa
categoria e la qualità del processo di gestione è valso l’attribuzione
di diversi riconoscimenti da parte di Lipper, Morningstar, Standard
& Poor’s e Citywire . L’approccio agli investimenti è attivo e
flessibile: il comparto non è gestito avendo come obiettivo un
determinato benchmark, ma attraverso un approccio “unconstrained” (senza
vincoli) che mira a massimizzare le opportunità d’investimento. Infine,
ma non meno importante, spicca l’attenzione al rendimento assoluto:
l’obiettivo di lungo periodo e la capacità dei gestori di cogliere le
occasioni d’investimento di breve periodo consentono di gestire
l’esposizione ai titoli societari all’interno di un ciclo completo di
mercato.
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