Servizi, immobiliare e finanza: i tesori nascosti dell’India

di Redazione

A prescindere dall’esito delle elezioni, l’India resta tra i paesi in via di sviluppo con i fondamentali più robusti nel contesto globale. Per gli investitori è però importante saper selezionare le aziende

Parlando di India, l’attenzione dei media e degli analisti è inevitabilmente rivolta alle elezioni generali di quest’anno. L’esito più probabile, in base agli ultimi sondaggi, è una conferma del partito di destra Bharatiya Janata Party (BJP), guidato dal primo ministro Narendra Modi.

LA STRADA DELLE RIFORME

“I mercati amano la continuità e il lavoro svolto dal premier e dal suo esecutivo sono ritenuti sostanzialmente positivi. Tra i risultati più significativi conseguiti dall’amministrazione Modi figurano alcune importanti riforme come la ‘Goods and Services Taxes’ – l’imposta sui beni e servizi – e la legge fallimentare” riferisce Jin Zhang, portfolio manager della boutique Quality Growth di Vontobel Asset Management, secondo il quale è importante che, chiunque sia chiamato a guidare l’India dopo le elezioni, possa proseguire sulla strada delle riforme. Anche perché è la strada obbligata non soltanto per attrarre maggiori flussi di capitale, ma anche per ammodernare le infrastrutture del paese, migliorare le leggi sul lavoro e razionalizzare norme e regolamenti.

SETTORE ENERGIA

“Tra i settori che potranno beneficiare al meglio delle riforme figura quello dell’energia. Ottimizzare e stabilizzare la disponibilità di energia elettrica costituisce la condizione essenziale per incentivare le imprese manifatturiere a fare business in India” specifica Jin Zhang. Il quale, tuttavia, ricorda come sia determinante per gli investitori selezionare le aziende che operano in un paese vasto e diversificato e dove i vincoli normativi e le infrastrutture rendono particolarmente complesso fare impresa.

LA DIPENDENZA DAL PETROLIO

Un contesto al quale si somma un rischio strutturale per l’economia dell’India: il prezzo del petrolio. Dal momento che il paese deve importare circa l’80% del greggio che utilizza, picchi nelle quotazioni dell’oro nero potrebbero aumentare il deficit delle partite correnti e pesare sul bilancio pubblico, con potenziali ricadute negative sui fondamentali e sul merito di credito dell’India.

I TITOLI SUI QUALI PUNTARE

Ecco perché, secondo Jin Zhang, la selezione è di primaria importanza. Tra i titoli sui quali il portfolio manager punta figurano, per esempio, le società di servizi IT, tra cui TCS e HCL Tech, che evidenziano un profilo globale competitivo e risultano più dipendenti dalla domanda interna rispetto a quella globale. Nell’ambito immobiliare, invece, HDFC (Housing Development Finance Corporation) è in grado di operare in tutti gli stati dell’India mettendo in campo un elevato standard qualitativo nel complesso business del settore. Un altro esempio è ITC, la più grande azienda produttrice di tabacco del paese, che ha dimostrato di crescere nel tempo operando in differenti stati sotto diverse norme e regolamenti. Nel settore finanziario, le società di servizi dovrebbero prosperare a prescindere dall’esito delle elezioni e le aziende ben posizionate per trarne vantaggio sono HDFC e HDFC Bank. HDFC Bank.

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FONDAMENTALI ROBUSTI

Pur tenendo nel dovuto conto l’esito delle prossime elezioni, l’India resta tra i paesi in via di sviluppo uno dei più robusti in termini di fondamentali nel contesto globale. Grazie ad una crescita robusta e sostenibile, e, soprattutto, a un non eccessivo debito estero, ha evidenziato una maggiore tenuta rispetto ad altri mercati emergenti quando il dollaro Usa si è rafforzato. “Per quanto riguarda il mercato azionario, se è vero che tende a essere eccessivamente esposto emotivamente agli sviluppi politici, è altrettanto vero che la crescita dell’India è guidata dal suo ampio, diversificato e dinamico settore privato” conclude Jin Zhang.

redtea / E+


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15 Maggio 2019
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