Economia circolare, le migliori opportunità d’investimento in Europa e Stati Uniti

di Redazione

Le ricadute positive dell’economia circolare sono da ricercarsi secondo Re (Pramerica Sgr) nell’azionario, soprattutto in Europa e Stati Uniti, e nei settori tecnologia, beni di prima necessità e utilities

Un’economia pensata per potersi rigenerare da sola. E’ questa la definizione che la Ellen MacArthur Foundation formula per specificare un’economia circolare nella quale compaiono due diversi tipi di flussi dei materiali: quelli biologici, che possono essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, che invece possono essere trattati per una rivalorizzazione ma senza entrare nella biosfera.

RIDURRE AL MASSIMO GLI SPRECHI

Si tratta pertanto di un sistema economico organizzato per reimpiegare i materiali in successivi cicli di lavorazione con l’obiettivo di ridurre al massimo gli sprechi. Caratteristiche che ne hanno decretato una sempre più ampia condivisione a livello globale sulla scia della progressiva presa di coscienza che le risorse naturali non siano infinite.

DUE IMPORTANTI NOVITÀ

In questo contesto favorevole alla diffusione dell’economia circolare, si segnalano due novità di rilievo. “La prima riguarda la disponibilità di soluzioni tecnologiche che presentano costi molto più economici rispetto al passato. L’altra notizia, invece, è il mutato clima politico, soprattutto in Europa, che vede l’affermazione dei movimenti più inclini alla tematica ‘green’ che promuovono programmi di supporto alla transizione verso modelli di crescita più sostenibili” dichiara Andrea Re, Responsabile Equity di Pramerica SGR.

AUMENTO AUSPICABILE DELLA SPESA FISCALE IN EUROPA

Il suo riferimento è all’auspicabile aumento della spesa fiscale in Eurozona, che si rende peraltro necessario alla luce del fatto che le armi di politica monetaria sembrano ormai spuntate. Investimenti che dovrebbero essere indirizzati al sostegno di progetti di sviluppo che facilitino la transizione verso schemi di crescita più sostenibili. “Tra questi figurano nuovi modelli che schiudono opportunità di business con enormi potenziali di espansione: dalla sharing economy alla gestione dei rifiuti, dalle energie rinnovabili all’estensione della durata di vita dei prodotti grazie ai materiali innovativi e a nuovi packaging” specifica Re.

INVESTIMENTI INDIRIZZATI ALLE SOCIETA SENSIBILI AI PRINCIPI ESG

L’investimento in società sensibili ai principi ESG, all’interno delle quali figurano le aziende legate all’economia circolare, ha mostrato di riuscire a generare ritorni mediamente più stabili e quindi, di registrare performance migliori rispetto ai tradizionali indici azionari. E’ vero che i multipli degli indici che rappresentano l’universo investibile delle aziende ‘circolari’ – come per esempio il rapporto prezzo / utili (pe) e il rapporto enterprise value / margine operativo lordo (EV/EBITDA) – trattano in Borsa su livelli più ‘cari’ rispetto alla media generale del mercato azionario. Ma è altrettanto vero che in essi non figurano titoli del settore finanziario, mentre quelli della tecnologia hanno un peso piuttosto rilevante.

LA SOSTENIBILITÀ A LUNGO TERMINE

“Quello che conta in ogni caso per l’investitore, è che i titoli o, meglio, i prodotti specializzati sulle aziende che implementano nei loro processi i principi dell’economia circolare consento di posizionarsi su società a larga capitalizzazione la cui mission è la sostenibilità del loro business (e quindi dei ritorni) a lungo termine. Un’attitudine che trova certificazione nell’elevato rating ESG che consente una valutazione che non si limita alla solidità patrimoniale e reddituale – quindi finanziaria- della compagnia ma che considera anche l’impatto ambientale, le prestazioni sociali e la governance” spiega Re.

OCCASIONI SOPRATTUTTO IN EUROPA E STATI UNITI

Si tratta di soluzioni di investimento che offrono un’esposizione geografica globale sebbene concentrata nei mercati sviluppati. “Nell’ambito degli investimenti che possono trarre beneficio dall’economia circolare riteniamo che vi siano maggiori opportunità nell’azionario e in particolare in Europa e negli Stati Uniti mentre in Giappone siamo più prudenti. A livello settoriale, invece , le nostre preferenze vanno alla tecnologia, alle utilities e ai beni di prima necessità mentre notiamo meno occasioni all’interno del settore dei consumi discrezionali, in particolare quelli legati al settore auto” conclude Re.

BsWei - iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
8 Novembre 2019
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