Pimco: ipotesi recessione sempre più lontana

di Redazione

Nel suo outlook 2020 Pimco vede più lontane nel tempo le possibilità che arrivi una recessione, ma avverte anche che le sue conseguenze potrebbero essere più pesanti perché le banche centrali hanno meno spazio di manovra

Le probabilità di una recessione, che avevano fatto scattare lo scorso agosto l’allarme rosso a seguito della temporanea inversione della curva dei tassi americani, ora sono slittate nel tempo. Questo grazie alle politiche di allentamento adottate dalla Fed americana e dalle altre banche centrali e alla diminuzione delle tensioni commerciali globali, a cominciare da quelle tra USA e Cina, a cui si sono aggiunti i progressi verso una Brexit ordinata e i segnali di un rimbalzo dell’attività economica globale registrata dagli indici PMI. Ma in caso di recessione sono anche aumentate le possibilità che abbia conseguenze più pesanti, perché con un livello così basso dei tassi di interesse le banche centrali avranno meno spazio di manovra per contrastarla. A questo si aggiungono le potenziali crepe nel ciclo del credito aziendale, con i livelli di leva finanziaria diventati oggi più elevati.

PROSPETTIVE DELL’ECONOMIA GLOBALE MIGLIORATE NEGLI ULTIMI TRE MESI

Sono le indicazioni che vengono dal Cyclical Outlook sul 2020 di Pimco dal titolo “Sette Macro Temi per il 2020”, curato da Joachim Fels, Pimco Global Economic Advisor, e da Andrew Balls, Pimco Chief Investment Officer of Global Fixed Income. I due esperti sottolineano infatti che le prospettive per l’economia globale sono migliorate negli ultimi tre mesi, ma potrebbe esserci una minore capacità di combattere una recessione quando arriverà.

FOCUS SU IMMOBILIARE USA, RALLENTAMENTO AMERICANO E INFLAZIONE

Dopo aver affrontato i primi 3 macro temi – recessione più lontana, maggior potenziale negativo quando arriverà e potenziale criticità nel ciclo del credito aziendale, i due esperti di Pimco si concentrano sul mercato immobiliare Usa, sul possibile rallentamento dell’economia americana, sull’inflazione e sui trend di lungo periodo che interessano l’economia globale.

L’ECONOMIA AMERICANA POTREBBE RALLENTARE FINO  ALL’1% NEL PRIMO TRIMESTRE

Sul primo punto, Fels e Balls sono positivi sui migliorati livelli di accessibilità al mercato immobiliare statunitense, grazie soprattutto ai tassi di interesse sui mutui più bassi, e prevedono che i prezzi delle case negli Stati Uniti aumentino del 6% nei prossimi 2 anni. Sul versante della ripresa economica invece i due esperti di Pimco vedono “il mondo in testa, e gli Stati Uniti in ritardo” in quanto gli indici PMI globali sono in ripresa, specialmente nei mercati emergenti, ma la crescita del PIL degli Stati Uniti potrebbe rallentare ulteriormente fino ad attorno l’1% annualizzato nel primo semestre del 2020.

LE STIME DI BASSA INFLAZIONE POTREBBERO RIVELARSI ECCESSIVE

Poi c’è l’inflazione. Fels e Balls credono che l’inflazione rimarrà benignamente bassa soprattutto nei mercati sviluppati, ma avvertono che le stime di bassa inflazione siano forse eccessive, e che potrebbe aumentare man mano che il mercato del lavoro continua a tirare e la politica fiscale diventa più espansiva.

DAI MEGATREND GLOBALI POSSIBILI EFFETTI DIROMPENTI

Infine i cambiamenti globali di lungo termine, i cui effetti potrebbero essere dirompenti. Fels e Balls mantengono la stessa narrativa del Secular Outlook di Pimco titolato “Dealing with Disruption” e scrivono che le aspettative di una moderata ripresa della crescita globale potrebbero essere interrotte da determinati fattori, tra cui le tensioni non solo commerciali tra USA e Cina, l’invecchiamento della popolazione, la geopolitica, le conseguenze dell’avanzamento tecnologico e i cambiamenti climatici.

Orbon Alija / E+


Financialounge.com
10 Gennaio 2020
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