Il giorno della “nuova” Bce: aggiustamenti in corsa, ma nessuna rivoluzione

di Redazione

Oggi l’esordio di Lagarde, che secondo PIMCO potrebbe ritoccare il target di inflazione e scegliere una linea nel segno dell’evoluzione e del chiarimento, non della rivoluzione o del cambiamento rispetto alla gestione Draghi

Oggi pomeriggio, giovedì 12 dicembre, Christine Lagarde è attesa al test del suo primo consiglio direttivo della BCE, che si riunisce sotto la sua presidenza dopo 8 anni di Mario Draghi. In un’anteprima sull’evento a cura di Konstantin Veit, Portfolio Manager European Rates di PIMCO, dà il benvenuto alla nuova responsabile del governo dell’euro e aggiunge di non aspettarsi cambiamenti sul fronte della politica monetaria, dato che il quadro economico non è mutato materialmente negli ultimi mesi. Veit però rivolge la sua attenzione al cambiamento di leadership, prevedendo che il mercato si concentrerà nel monitorare la performance di Lagarde. Dalla riunione emergeranno anche le nuove previsioni macro degli esperti della banca centrale, che secondo l’esperto di PIMCO saranno leggermente diverse rispetto a quelle formulate a settembre e conterranno anche una prima stima proiettata al 2022.

BCE PER ORA IN STAND BY, ENTRO UN PAIO DI MESI LA REVISIONE DELLA STRATEGIA

L’esperto di PIMCO prevede in particolare che la BCE nel suo update aggiorni la stima di inflazione al consumo armonizzata (HICP) all’1,7% al 2022. Inoltre, secondo Veit, la BCE si concentrerà da qui in poi sull’orientamento a lungo termine, sui TLTRO e sugli acquisti di asset: oggi sarà probabile vedere una BCE in stand-by e per quanto riguarda il 2020 mentre tra le priorità della conferenza stampa della Lagarde ci sarà l’annunciata revisione della strategia della BCE, per la quale l’esperto stima ci vorranno circa due mesi.

VERSO UN TARGET DI INFLAZIONE AL 2% NEL MEDIO TERMINE

Veit non prevede implicazioni di politica radicali nel breve termine, visto che il mandato statutario della BCE è la stabilità dei prezzi, sancita dal Trattato TFUE e non destinato a cambiare. Il Consiglio direttivo ha tuttavia un margine di discrezionalità per quanto riguarda la definizione di stabilità dei prezzi, ricorda Veit, traendo la conclusione che l’attuale definizione dell’obiettivo di inflazione come “inferiore ma vicino al 2% nel medio termine” ceda il passo verso un “2% nel medio termine”. In prospettiva, secondo PIMCO, la linea di fondo che adotterà la BCE a guida Lagarde sarà definita come “evoluzione vs. rivoluzione, chiarimento vs. cambiamento”.

CONSOLIDARE TUTTE LE MISURE DECISE DA DRAGHI IN 8 ANNI

In conclusione, Veit ritiene ragionevole intraprendere una revisione in questa fase, ma non si aspetta molto e lo considera in parte un modo per guadagnare tempo per il consolidamento, dopo la recente serie di attività e misure adottate. L’esperto di PIMCO chiude la sua analisi ricordando che il primo presidente della BCE Duisenberg ha iniziato il suo mandato con i tassi al 3% e lo ha chiuso con i tassi al 2%. Il suo successore Trichet ha lasciato all’ 1,5% e Draghi al -0,5%. Lagarde prende le redini a questo livello e sarà interessante vedere a che livello finirà tra 8 anni.

Flickr / BCE


Financialounge.com
12 Dicembre 2019
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