Sudafrica ancora più vulnerabile con un downgrade di Moody’s

di Redazione

Dopo S&P Global e Fitch Ratings che lo hanno già fatto nell’aprile 2017, anche Moody’s potrebbe portare il prossimo primo novembre a non investment grade il rating del Sudafrica. L’analisi di Khanniche (Pictet AM)

Se il prossimo primo novembre l’agenzia di rating Moody’s retrocedesse il debito sudafricano al livello non-investment grade renderebbe ancora più vulnerabile il Paese scatenando anche deflussi di capitale. Una situazione che potrebbe portare ad una svalutazione della moneta, soprattutto in considerazione del fatto che il rand sudafricano è attualmente una delle valute più sopravvalutate tra quelle dei mercati emergenti. Sono queste, in estrema sintesi, le conclusioni a cui giunge Sabrina Khanniche, Senior Economist di Pictet AM, nella sua analisi sul Sudafrica. La cui economia, secondo l’esperta, continua a mostrare segnali di peggioramento, con una crescente esigenza di finanziamento estero.

IMPROBABILE UNA RIDUZIONE DELL’INDEBITAMENTO

“Riteniamo piuttosto improbabile che il Paese possa ridurre il suo indebitamento, alla luce di una debole crescita economica in un contesto in cui sempre più imprese statali avranno bisogno di sostegno finanziario. Se Moody’s dovesse annunciare un downgrade del rating a non-investment grade la situazione si complicherebbe di molto. Per tutte queste ragioni si rende necessaria un’azione forte con misure capaci di innestare il cambiamento” spiega Sabrina Khanniche.

ALTA PROBABILITÀ DI UN DOWNGRADE DEL RATING

L’economista, nella sua analisi, parte dalla relazione storica tra il punteggio proprietario di Pictet AM sulla sostenibilità del debito pubblico e le variazioni di rating dell’agenzia per sottolineare quanto sia possibile che il prossimo primo novembre Moody’s possa abbassare il rating del Sudafrica a non-investment grade.

S&P GLOBALE E FITCH RATINGS HANNO GIA’ DECLASSATO NELL’APRILE 2017

Probabilità che va anche messa in relazione al fatto che, mentre S&P Global e Fitch Ratings hanno già ridimensionato il giudizio sul debito del Paese a non investment grade nell’aprile 2017 – in occasione della destituzione di Pravin Gordhan dalla carica di Ministro delle finanze – Moody’s è l’unica, tra le grandi agenzie di rating, a mantenere finora il merito di credito del Paese all’ultimo gradino dell’investment grade.

CRESCITA BASSA E TASSI GENEROSI

La capacità del Sudafrica di ridurre il debito attraverso la crescita economica resta limitata, come peraltro risulta mettendo a confronto i tassi di crescita – piuttosto modesti – e i tassi d’interesse pagati per il proprio debito. Inoltre, proprio per la bassa crescita, è da considerare circoscritta la capacità di finanziamento del debito da parte del settore privato che, in un contesto di crescita debole, può garantire ridotti flussi di entrate pubbliche per il governo. In questo ambito, fa peraltro notare Sabrina Khanniche, l’indicatore anticipatore della crescita di Pictet AM non suggerisce nessuna ripresa in futuro per il paese.

IMPRESE STATALI IN DIFFICOLTÀ FINANZIARIA

Ma c’è di più. Alcune delle imprese statali di maggiori rilievo per l’economia del Paese attraversano una fase critica con la seria possibilità di dover richiedere iniezioni di liquidità. Oltre ai 230 miliardi di rand sudafricani (circa 15 miliardi di dollari) già stanziati nel bilancio statale per i prossimi 10 anni, di recente il governo ha erogato un ulteriore sostegno a Eskom, la principale compagnia elettrica, per 59 miliardi di rand (poco meno di 4 miliardi di dollari) nel corso dell’esercizio fiscale 2020/21. E altre imprese statali, come South African Airways, Denel e South African Broadcasting Corporation, potrebbero presto avere bisogno di un finanziamento d’emergenza.

Pictet AM lancia il roadshow autunnale e mette in palio… Londra

Pictet AM lancia il roadshow autunnale e mette in palio… Londra

DEFICIT DELLE PARTITE CORRENTI

Un contesto nel quale il possibile downgrade del rating da parte di Moody’s renderebbe ancora più fragile l’esposizione all’esterno del Sudafrica, come dimostrato dall’attuale deficit delle partite correnti del Paese.

POCHI FLUSSI DAGLI INVESTIMENTI ESTERI DIRETTI

“Non solo il Paese evidenzia una elevata necessità di finanziamento ma questa risulta sempre meno soddisfatta dai più stabili flussi garantiti dagli Investimenti esteri diretti (FDI, Foreign Direct Investments) e sempre più dipendente dagli Investimenti di Portafoglio. Questi ultimi, cioè i flussi derivanti dai fondi d’investimento che spesso hanno vincoli di rating, si troverebbero in difficoltà a mantenere l’esposizione al debito del Sudafrica in caso di downgrade da parte di Moody’s” conclude Sabrina Khanniche.

Alexcpt / iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
9 Ottobre 2019
Partner
Top