Obbligazioni, scelte selezionate nei bond societari e nel debito emergente

In un buon contesto per obbligazioni societarie investment grade, high yield middle market e corporate bond emergenti, MSIM segue con attenzione tecnologie come blockchain e guida autonoma.

La caccia al rendimento è stata uno dei leitmotiv degli ultimi anni degli investitori obbligazionari. Le politiche monetarie estremamente espansive messe in atto dalle principali banche centrali dei paesi sviluppati hanno inondato di liquidità i mercati, spingendo al ribasso i rendimenti. Ma ora, con la Fed che ha avviato la graduale ‘normalizzazione’ dei tassi e le altre banche centrali che hanno annunciato la fine del QE (come nel caso della Bce) o stanno valutando di annunciarlo (come, forse, la Bank of Japan), la ricerca di rendimento è ancora più cruciale e complessa. Infatti non è affatto facile rintracciare valore nel reddito fisso, ovvero titoli con un buon rendimento e non troppo esposti al rischio di rialzo dei tassi.

OBBLIGAZIONI USA IG CON RATING A

Tra le obbligazioni ad alto rating, ad esempio titoli finanziari e industriali con rating A, Neil Stone, Responsabile dell’U.S. Multi-Sector Team Global Fixed Income di Morgan Stanley Investment Management, predilige senza dubbio i finanziari, sebbene lo spread offerto (l’extra rendimento rispetto ai titoli di stato) non sia superiore a quello di altri settori di mercato. “I titoli finanziari, le banche in particolare, continuano a trovarsi in un periodo di riduzione strutturale del rischio e restano sostenuti da rigidi controlli normativi. La maggior parte degli emittenti finanziari ha raccolto capitali mentre, in parallelo, ha lavorato sulla riduzione del rischio delle proprie imprese finanziate. Costituiscono pertanto un’ottima combinazione di valutazioni allettanti e miglioramento dei fondamentali” puntualizza l’esperto che, al contrario, si rivela più prudente sugli altri settori non finanziari. Le ragioni di questa prudenza risiedono in diversi fattori: dall’indebolimento di alcuni fondamentali ai rischi relativi alle operazioni di M&A (fusione e acquisizione), dall’incremento del rischio tecnologico ad altri effetti destabilizzanti.

DIFFIDARE DEI TITOLI DEI SETTORI NON FINANZIARI

A Neil Stone non piace l’aumento della leva finanziaria finalizzato a M&A o al riacquisto di titoli, soprattutto tra società con rating più alti poco preoccupate di poter incappare nel declassamento del proprio rating creditizio. “Rimaniamo focalizzati anche sulle tecnologie in crescita. Blockchain, guida autonoma ed energia rinnovabile potrebbero generare vincitori e perdenti nei prossimi anni. A parità di condizioni, preferiamo pertanto i titoli finanziari a più alto rating, mentre per la fascia inferiore del segmento investment grade prediligiamo le società non finanziarie” specifica Neil Stone.

FOCUS SUI CREDITI HIGH YIELD MIDDLE MARKET

Il suo collega, Richard Lindquist, Responsabile di Global High Yield Team Global Fixed Income di Morgan Stanley Investment Management, rivela invece un approccio originale aell’high yield che consiste nell’investire in crediti middle market. “Definiamo queste emissioni quelle di società con un totale di bond in circolazione compresi tra un controvalore di 150 milioni e un miliardo di dollari. All’interno di questo specifico segmento high yield ci focalizziamo sulle emissioni a bassa duration (scadenza dei titoli che determina la sensibilità alle variazioni dei tassi, ndr), considerato il contesto di rialzo dei tassi” spiega Richard Lindquist. L’esperto, a questo proposito, esplicita di aver optato per una duration di portafoglio più breve di circa tre quarti di anno rispetto all’indice, mantenendo al contempo un vantaggio di rendimento compreso tra 50-100 punti base (cioè tra +0,50% e +1,00%): in pratica il target sono le società del middle market con rendimenti più alti e duration più brevi.

SOVRAPPESO SULLE AREE CICLICHE

Più in generale, Richard Lindquist sovrappesa le aree cicliche (energia, attività manifatturiera diversificata, materiali edilizi, servizi di trasporto e industriali diversi) in funzione del fatto che il contesto economico resta buono, mentre i tassi di insolvenza continuano a scendere. In ogni caso, sebbene Lindquist non si consideri preoccupato per le insolvenze, non ritiene che al momento i settori con obbligazioni a bassa cedola e a lunga duration, (come ad esempio wireless, operatori di telefonia fissa, cavo e media) offrano un buon valore relativo, considerato il rischio di duration. Risultano sottopesati anche i titoli finanziari a causa di timori sul credito. Tali titoli, puntualizza Richard Lindquist, sono molto diversi rispetto ai finanziari investment grade citati in precedenza da Neil Stone.

La strategia per affrontare una crescita più bassa e un’inflazione più elevata

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INCERTEZZA SUL SETTORE HEALTHCARE

“Nel segmento high yield, le società finanziarie sono di norma di dimensioni inferiori, con una base clienti subprime (cioè con affidabilità creditizia limitata), e sono orientate verso settori come prestiti a brevissimo termine, finanziamenti auto, prestiti per studenti o assistenza ipotecaria. Sono pertanto molto più rischiose rispetto ai grandi istituti finanziari investment grade” spiega Richard Lindquist, che chiude l’elenco dei settori in sottopeso indicando l’healthcare a causa dell’incertezza circa il contenuto di una nuova riforma sanitaria negli USA.

AMPIA VARIETÀ DI SCELTA NEI MERCATI EMERGENTI

Infine, meritano attenzione anche i mercati emergenti, all’interno dei quali Eric Baurmeister, Responsabile del Team Emerging Markets Debt di Morgan Stanley Investment Management, ritiene si trovi molto valore in un’ampia varietà di titoli sebbene, sulla base delle valutazioni correnti, sovrappesi le emissioni dei mercati locali e i titoli societari dei mercati emergenti a scapito delle obbligazioni sovrane. “Siamo persuasi che l’Argentina sia promettente alla luce del programma di riforme avviato dal governo, siamo ben disposti verso la Nigeria, principalmente tramite il suo settore bancario, e apprezziamo i mercati locali in Egitto, Messico e Sudafrica, nonché il debito in valuta estera in Ucraina e in Kazakistan. Infine, sebbene Lopez Obrador abbia conquistato la presidenza, a nostro parere i timori su di lui erano eccessivi e hanno creato un’opportunità nelle attività messicane” conclude Eric Baurmeister.

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FinanciaLounge
28 Settembre 2018
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