Obbligazioni, le tre rose per rinvigorire il giardinetto del reddito fisso

Le cartolarizzazioni ipotecarie, il debito emergente, e le emissioni subordinate possono offrire rendimenti solidi e decorrelati, ma in un congruo orizzonte di tempo.

“Nella gestione del risparmio il comune denominatore resta la voglia di sicurezza o, in parole semplici, la paura di perdere. Sarebbe sbagliato costringere a cambiare comportamento coloro, che probabilmente rappresentano una buona maggioranza, che provano una forte avversione al rischio e alle perdite” dichiara Carlo Benetti, Head of Market Research and Business Innovation di GAM (Italia) SGR, nell’Alpha e il Beta del 19 marzo 2018. Un commento che prende spunto dall’indagine della Banca d’Italia sui bilanci delle famiglie italiane, pubblicata la settimana scorsa.

INDAGINE BANCA D’ITALIA

Un’indagine nella quale emergono alcune significative conferme. In primis l’aumento della disuguaglianza nella distribuzione dei redditi, che mette pressione alla politica per disegnare percorsi di riduzione di tale gap. In secondo luogo, i portafogli degli italiani risultano sempre sbilanciati sulla liquidità (anche nei nuclei familiari compresi nei decili più alti della distribuzione della ricchezza).

PIU’ SPAZIO PER LA CONSULENZA FINANZIARIA

Tuttavia, tiene a sottolineare Carlo Benetti, se l’eccesso di liquidità nel risparmio degli italiani chiama direttamente in causa la consulenza finanziaria perché denuncia un’educazione evidentemente ancora deficitaria (“un risparmiatore evoluto, avvertito della complessità dei mercati e degli strumenti di investimento, riconosce il valore e l’utilità della consulenza professionale”), si possono indicare tre possibili soluzioni (alternative non alla liquidità ma alla componente obbligazionaria) in grado di fornire una maggiore stabilità al portafoglio rispetto a quanto possano fare in questo contesto le obbligazioni tradizionali: le cartolarizzazioni ipotecarie, il debito emergente, e le emissioni subordinate.

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CARTOLARIZZAZIONI IPOTECARIE

Con un’avvertenza: si tratta di soluzioni di investimento adeguate per diversificare la componente obbligazionaria ma che richiedono un congruo orizzonte temporale. Prendiamo il segmento statunitense delle cartolarizzazioni delle ipoteche. È molto cambiato rispetto al 2007-2008 e oggi, con oltre settemila miliardi di dollari, rappresenta il più vasto e liquido mercato obbligazionario dopo quello dei Treasury e offre rendimenti superiori ai Treasury a parità di scadenza.

DEBITO EMERGENTE

“Contribuisce ad aumentare le difese del portafoglio dall’aumento dei tassi abbassando la volatilità e soprattutto la correlazione con le altre classi di attivo” sottolinea Carlo Benetti che, relativamente alle obbligazioni dei paesi emergenti ricorda invece due dei principali fattori di supporto: il riequilibrio dei conti (sia pubblici che nella bilancia commerciale) che ha fatto seguito al violento deleveraging dopo il 2013, e la convincente crescita economica. Il debito emergente offre in generale rendimenti elevati e, quello dei paesi esportatori di materie prime, beneficia pure della riduzione dei tassi di interesse.

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EMISSIONI SUBORDINATE

“La terza soluzione candidata a ottimizzare la componente obbligazionaria dei portafogli è costituita dalle emissioni subordinate” puntualizza Carlo Benetti rammentando un aspetto semplice e geniale al tempo stesso: l’intuizione di combinare assieme la struttura di capitale più debole con la qualità dell’emittente. In pratica, il maggior rendimento dei subordinati viene legato alla bassissima probabilità di default. Secondo Jeremy Smouha di Atlanticomnium (adviser di diversi fondi obbligazionari di GAM) si possono comprare bond per la loro cedola e portarli a scadenza. L’importante è analizzare con rigore i regolamenti delle emissioni e la solidità dell’emittente.




FinanciaLounge
21 Marzo 2018
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