Volatilità, se aumenta crescono anche le opportunità da cogliere

Tra le tante previsioni per il 2016 ce n’è una che trova consensi quasi unanimi: l’aumento della volatilità. Infatti, secondo la maggior parte di operatori, economisti, asset manager e analisti, dopo un lungo periodo (dal febbraio 2014 al luglio di quest’anno) in cui il valore del VIX, l’indice che misura le oscillazioni dell’S&p500 di Wall Street, si è mantenuto intorno a 15, abbondantemente al di sotto della media di lungo periodo posta a quota 20, il mercato sarà molto più esposto a turbolenze. L’aumento dei tassi USA, il crollo dei prezzi delle materie prime, petrolio in primis, il rallentamento delle economie emergenti (e cinese in particolare), e le tensioni geopolitiche internazionali, sono tutti fattori che eserciteranno pressioni sui prezzi di azioni e obbligazioni.

Ma, se la volatilità aumenta, è bene ricordare che si amplificano le possibilità di dislocazione dei prezzi che, a loro volta, creano opportunità di investimento per i gestori capaci di selezionare i titoli sottovalutati e quelli sopravvalutati. Pasquale Corvino, Fund Manager del comparto flessibile Zest Derivatives Allocation di Zest Asset management, ha dichiarato che, sebbene l’esposizione azionaria in portafoglio permanga su livelli prudenziali, pensa di incrementarla appena salirà la volatilità.

“L’esposizione azionaria a inizio dicembre è stata prudenziale perché gli indicatori da noi osservati non segnalavano un profilo rischio rendimento favorevole. Sul comparto derivative allocation, che investe in derivati finanziari, utilizziamo molto opzioni quotate su indici azionari sia come strumento di gestione del rischio, quindi come copertura delle esposizioni in portafoglio, sia come strumento di investimento” puntualizza Pasquale Corvino che poi spiega: “Al salire della volatilità implicita il prezzo delle opzioni viene influenzato favorevolmente in termini di rialzo del prezzo, consentendoci di aprire posizioni corte (ribassiste) incassando premi che sono più elevati grazie proprio all’aumento della volatilità. I premi incassati finanziano posizioni lunghe (rialziste) a costo molto contenuto o nullo che generano profitto finché il sottostante di mercato resta nelle bande di oscillazione da noi inizialmente considerate probabili”.




FinanciaLounge
29 Dicembre 2015
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