Ricchezza private: obiettivo 920 miliardi in Italia, Svizzera nel mirino

di Redazione

I private banker gestiscono attualmente 844 miliardi di euro, ma secondo l’Aipb il sistema italiano ha margini di crescita, a patto di seguire modelli come Svizzera e Usa

Il Private Banking italiano si conferma un modello di successo, attrattivo e apprezzato dai clienti e AIPB stima che gli 844 miliardi di euro di masse gestite possano salire a circa 920 miliardi di euro nel 2021. Un traguardo che porta il settore ad aumentare il suo peso, tra i canali distributivi, dal 27,5% al 28,2% della ricchezza finanziaria delle famiglie.

TREND POSITIVO

Il trend è stato illustrato oggi dal presidente AIPB, Paolo Langé, nel corso della XV edizione del Forum del Private Banking, appuntamento organizzato annualmente da AIPB – Associazione Italiana Private Banking e ormai punto di riferimento per il settore a livello nazionale dedicato a investitori con un patrimonio complessivo superiore ai due milioni di euro.

INDICE DI COMPETITIVITÀ

Nel corso dell’evento è stato illustrato l’indice di competitività messo a punto da Monitor Deloitte – basato su 5 indicatori tra cui livello dei servizi digitalizzati offerti all’interno dei centri finanziari – per valutare la capacità di attrarre profili di investitori Private, siano essi domestici che internazionali. L’Italia è stata messa a confronto con 15 Paesi: Bahrain, Emirati Arabi Uniti, Francia, Germania, Giappone, Grecia, Italia, Lussemburgo, Principato di Monaco, Regno Unito, Singapore, Spagna, Stati Uniti, Sud corea, Svizzera.

USA E SVIZZERA NEL MIRINO

Dal punto di vista della maturità del sistema Private il mercato italiano risulta competitivo. Permangono alcune sfide relative all’ambiente di business e al contesto regolamentare e fiscale. Per quanto riguarda la stabilità del sistema economico, il rischio default del Paese e il basso numero di governi giunti alla scadenza naturale del mandato, fanno sì che il sistema economico, unitamente a quello politico, rappresentino un punto di attenzione per un investitore Private sia italiano che estero. L’Italia, classificata nel gruppo delle cosiddette “aspiranti”, risulta distante dai “Best in class” USA, Svizzera, Singapore e Regno Unito e deve prestare attenzione perché in futuro la distanza con i centri più competitivi non si allarghi.

Posizionamento delle diverse nazioni sull’indicatore di competitività di Monitor Deloitte
Posizionamento delle diverse nazioni sull’indicatore di competitività di Monitor Deloitte

FARE SISTEMA

“Abbiamo elaborato per AIPB – commenta Carlo Murolo, Senior Partner Monitor Deloitte – un indice composto che, sulla base di diversi fattori, dipinge un “Hub finanziario” italiano competitivo per la maturità del Private Banking nazionale ma con opportunità di avvicinarci rispetto alle leading practice internazionali in termini di maturità digitale, attrattività del sistema Paese e ambiente di business. Gli Hub finanziari “Best in class”, quali Svizzera, Singapore, USA e Gran Bretagna, si distinguono rispetto all’Italia per la “capacità di fare sistema”, elemento fondamentale di attrazione per la clientela Private.

BEST IN CLASS

“L’indice di competitività Monitor Deloitte – dichiara Paolo Langé, Presidente AIPB – evidenzia che il Private Banking italiano per unirsi ai “Best in class” nel posizionamento internazionale del settore, deve sentirsi fortemente impegnato a sostenere e influenzare la crescita del Paese e lo sviluppo delle politiche di miglioramento del sistema.

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L’IMPORTANZA PER L’ECONOMIA DEL PRIVATE BANKING

“Il Private Banking può incidere – dichiara Antonella Massari, Segretario Generale AIPB – in via diretta e indiretta su alcuni fattori che guidano la crescita del sistema economico, agendo su performance finanziaria, investimenti produttivi e alimentando un dialogo continuo con gli altri rilevanti stakeholder. l Private Banking può rappresentare un importante volano di sviluppo grazie a un patrimonio gestito di entità rilevante”.




FinanciaLounge
19 Novembre 2019
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