Obbligazioni societarie euro, ecco i settori dove c’è ancora valore

Dopo aver accusato i colpi delle vendite sul mercato fino a metà febbraio, le obbligazioni societarie euro con rating investment grade (corporate bond IG) hanno innestato la marcia e, in parallelo al recupero dei mercati finanziari, hanno registrato un rialzo di oltre tre punti percentuali da inizio anno. Merito anche dell’annuncio del Corporate Sector Purchase Program (CSPP) del 10 marzo, con il quale la Banca centrale europea (BCE) ha allargato l’acquisto di obbligazioni sul mercato anche su quelle societarie non finanziarie (oltre che sui titoli di stato dei paesi della zona euro).

Questo programma di acquisto, che è partito proprio questa settimana, ha già ampiamente dispiegato i propri effetti sospingendo il rendimento a scadenza (yield-to-maturity) dei corporate bond IG all’1%. Non solo. Si stima che già oggi il 4% di tutte le obbligazioni sia finito in territorio negativo e che il 72% offra rendimenti al di sotto dell’1%.

Questa brillante performance positiva potrebbe proseguire? Uno dei principali rischi che gli addetti ai lavori individuano è lo sfruttamento di quest’opportunità da parte delle società nel comparto obbligazionario euro IG per un releveraging dei rispettivi bilanci, ovvero per un aumento del debito sfruttando i bassi tassi interesse del mercato. Un indizio in questo senso è fornito dalle emissioni societarie che da marzo hanno registrato una vera e propria accelerazione con un ammontare lordo complessivo pari a 140 miliardi di euro. Il releveraging finora si è concentrato su auto, materiali di base ed energia, cioè i settori che negli ultimi trimestri hanno risentito di una notevole flessione degli utili: poter disporre di maggiori risorse liquide emettendo obbligazioni a tassi minimi permette infatti alle imprese di questi settori di sopperire ai mancati introiti derivanti dai flussi di cassa per l’attività primaria.

“Un ulteriore potenziale al rialzo per i ricavi complessivi dei titoli corporate bond IG è, a nostro giudizio, limitato, in particolare per via dei rendimenti poco interessanti dei titoli di stato di riferimento in euro” fa sapere Jessie Gisiger, Fixed Income Analysis di Credit Suisse, il quale, in una situazione di questo tipo, preferisce evitare di seguire la dinamica tecnica della BCE, focalizzandosi più sui fondamentali e sulla performance settoriale relativa.

“Favoriamo attualmente il settore dei materiali da costruzione per via dei suoi parametri più solidi e del quadro macroeconomico più favorevole e presentiamo un giudizio di underperform (sottopeso in portafoglio perchè le performance attese sono inferiori alla media di mercato, ndr) su sostanze chimiche, tecnologia e obbligazioni bancarie lower tier two” conclude Jessie Gisiger.




FinanciaLounge
10 Giugno 2016
Partner
Top