Mercati, il paracadute liquidità in caso di correzione

di Redazione

Le schiarite sui dazi e i dati macro hanno sostenuto l’azionario e spinto al rialzo i rendimenti dei bond, allentando la dipendenza dalle banche centrali. Il cash abbondante mette al riparo da possibili correzioni

A un mese o poco più da fine anno, l’autunno del 2019 si sta confermando come il poliziotto buono, il contrario di quello molto cattivo che un anno fa di questi tempi stava punendo severamente l’azionario globale, agitando il manganello di una Fed troppo aggressiva nel rialzare i tassi mentre dal fronte della guerra dei dazi e dell’economia reale, sia in Usa che nel resto del mondo, arrivavano segnali poco rassicuranti. Oggi lo scenario è capovolto, Wall Street e le altre Borse globali, tonificate da una Fed convertita a colomba che ha portato a termine un ciclo di tre tagli consecutivi, continuano a infilare nuovi massimi, mentre la curva dei tassi in America ma anche in Europa si sta normalizzando.

LA CURVA DEI TASSI SI E’ NORMALIZZATA SENZA STRAPPI PERICOLOSI

Il tutto si svolge almeno sinora in modo ordinato e senza strappi pericolosi. In America e in Europa i rendimenti dei titoli governativi, dal t-bond ai Bund tedeschi a 10 e 30 anni, hanno recuperato sensibilmente dai minimi toccati tra fine agosto e inizio settembre, riaprendo così la strada ad afflussi di capitali sulle azioni. Ma il movimento a novembre si è arrestato, senza quindi che i tassi raggiungessero livelli tali da innervosire le Borse per le possibili conseguenze di un deterioramento delle condizioni di credito delle imprese. E sembra proprio che la navigazione possa proseguire tranquilla almeno fino a fine anno.

I DUE FATTORI CHE SECONDO AXA IM HANNO MIGLIORATO LA SITUAZIONE

Alessandro Tentori, CIO di AXA Investment Managers Italia, sottolinea due fattori che hanno portato alla situazione attuale. Il primo, di carattere macro, riguarda le stime riviste sulla crescita in America e non solo, che hanno fugato i timori di una recessione imminente negli USA, mentre neanche in Cina il rallentamento ha avuto la dimensione temuta. Il secondo fattore evidenziato dall’esperto di AXA è costituito dai flussi di investimento, che fino a settembre hanno registrato un aumento ingente sul fixed income con contestuale alleggerimento sull’azionario. Ora si è instaurata una correlazione positiva tra l’azionario, che continua a salire, e i rendimenti dei bond, in salita anch’essi. Un fenomeno che segnala che il mercato ora è meno condizionato dalle politiche non convenzionali delle banche centrali.

IL PARACADUTE DEL CASH NEL CASO ARRIVASSE UNA CORREZIONE

A questo punto il rischio potrebbe essere quello di un movimento al rialzo troppo violento dei rendimenti dei titoli governativi sulle scadenze lunghe, che potrebbe irrigidire le condizioni finanziarie penalizzando così i conti delle imprese e in ultima analisi le quotazioni delle azioni. Ma i questo caso si potrebbe aprire un paracadute, costituito dal cash abbondante accumulato dagli investitori nei mesi precedenti. Secondo Tentori infatti, se sull’azionario dovesse arrivare una correzione dovuta proprio a un rialzo troppo brusco dei tassi, ci sarebbero comunque molti soldi pronti a entrare, attutendone l’impatto.




FinanciaLounge
21 Novembre 2019
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