Mercati finanziari, il tapering della BCE è ormai un evento noto

Gli andamenti dei mercati potranno essere influenzati da eventi meno noti quali i fattori macro, le policy monetarie e regolatorie, e le prospettive politiche.

C’è grande attesa per il meeting della BCE in programma il prossimo 26 ottobre. In quella data, come lo stesso Draghi ha fatto capire lo scorso 6 settembre, dovrebbe essere alzato il velo sul futuro tapering (riduzione degli acquisti delle obbligazioni euro sul mercato) da parte della BCE. Sebbene i mercati vorrebbero esser rassicurati sulla continuazione del QE nel 2018, è opinione diffusa che Draghi deciderà per un’ulteriore contrazione dei flussi di acquisto, che potrebbero concludersi già nel primo semestre del prossimo anno.

Una eventualità che ha messo in allarme gli investitori che temono contraccolpi sui mercati finanziari. Gli esperti di Goldman Sachs Asset Management (GSAM) non si aspettano però nessuna reazione di mercato uguale e opposta a quella determinata dal QE. “Il QE ha ridotto la volatilità del mercato e i rendimenti delle obbligazioni, aumentando ulteriormente i prezzi delle asset class più rischiose. Un ritiro dei flussi del QE graduale e ben comunicato al mercato, combinato con l’eccesso di liquidità del risparmio globale, può aiutare a prevenire una brusca inversione dei prezzi delle attività finanziarie. I rendimenti obbligazionari cresceranno gradualmente e con essi le curve di rendimento, ma non pensiamo che il ritiro del QE, da solo, possa determinare una maggiore volatilità” spiegano infatti i professionisti GSAM, che, tuttavia, mettono in guardia sui fattori non noti.

Infatti se il ritiro del QE è un evento ‘noto’, meno noti sono, al contrario, i fattori macro, le policy monetarie e regolatorie dei mercati, e le prospettive politiche, che, come abbiamo già visto in passato, possono influenzare gli andamenti del mercato. L’eventuale drastica contrazione dello slancio economico in Europa o il ritorno delle previsioni al ribasso dell’inflazione negli Stati Uniti potrebbero stridere con una politica monetaria più rigorosa, mentre l’incertezza politica potrebbe portare a maggiore instabilità sui mercati.

In ogni caso, l’impatto non sarà uniforme né a livello regionale e nemmeno a livello settoriale. “Sebbene i dati macro economici a livello globale appaiano attualmente solidi, un minore allentamento monetario esporrà ad una maggiore vulnerabilità gli asset frutto degli acquisti delle banche centrali (in particolare della Federal Reserve)” sostengono gli esperti GSAM, che poi aggiungono: “I titoli del Tesoro statunitensi e quelli Agency MBS (Mortgage Backed Securities, titoli garantiti da ipoteche su immobili) dovranno fare i conti con una domanda ridotta da parte della Fed e con un aumento dell’offerta netta nel corso del 2018. In Europa, i paesi più deboli a livello fiscale, come l’Italia e il Portogallo, dovranno affrontare maggiori costi di finanziamento nel momento in cui la BCE ridurrà i propri acquisti di titoli obbligazionari euro sul mercato”.




FinanciaLounge
11 Ottobre 2017
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