La Cina vara la legge anticontraffazione

Sarà operativa dal primo maggio del prossimo anno ma già rappresenta una nuova frontiera inimmaginabile solo fino a pochi mesi fa. Si tratta del pacchetto legislativo varato dal Governo di Pechino per adeguare tutele e sanzioni alla normativa internazionale dei marchi: uno scudo di cui le aziende straniere potranno fare uso per proteggersi dalle falsificazioni e dai numerosi tentativi di frode.

Basti pensare che le autorità cinesi antipirateria solo nel 2012 hanno distrutto oltre 29 milioni di prodotti abusivi audio e video. D’altra parte il numero di arbitrati sottoposti all’attenzione delle competenti Corti di Giustizia ha registrato un balzo del 46% nel 2012 raggiungendo il numero di quasi 88 mila vertenze: un trend che, in base ai dati preliminari, non sembra affatto essersi arrestato nel corso di quest’anno. Da notare che nell’80% dei casi, le controversie hanno riguardato casi di copyright e trademark violati mentre la parte residuale degli arbitrati ha interessato casi di concorrenza sleale, patent e accordi commerciali e di alta tecnologia.

Una legge che potrà quindi tornare utile anche alle molte imprese italiane che operano o intendano farlo in Cina: le aziende del nostro Paese hanno infatti registrato quasi 1.700 marchi nelle province cinesi nel 2012, all’ottavo posto dietro gli USA, il Giappone, la Corea del Sud, la Gran Bretagna, la Germania, le Isole Vergini e la Francia. Tuttavia, come fanno notare i più profondi conoscitori del mercato cinese, l’accelerazione dell’approvazione della nuova legge serve anche alle stesse imprese cinesi per tutelarsi dai concorrenti sleali, confidando in un mercato che aspiri ai più elevati standard qualitativi.

Una cornice normativa che peraltro attrarrà sempre di più nuove imprese: è stato infatti calcolato che entro il 2015 le richieste di registrazione di marchi, brevetti e invenzioni dovrebbe superare quota 500 mila contro le 400 mila degli Stati Uniti.




FinanciaLounge
8 Ottobre 2013
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