San Francisco vuole triplicare la tassa sulle Ipo hi tech

di Redazione

Gli amministratori della città vorrebbero più che triplicare la tassa sulle Ipo delle società tecnologiche per contrastare la crescente disparità di ricchezza

Sfruttare le Ipo hi tech per condividere la ricchezza e contrastare la dilagante disparità di reddito e di ricchezza. È questa l’idea che stanno sviluppando i dirigenti della città di San Francisco pronti ad introdurre una tassa più che triplicata rispetto all’aliquota attuale da applicare alle entrate derivanti dalle offerte pubbliche iniziali (Ipo) promosse dalle società tecnologiche per contrastare le crescenti preoccupazioni sulla disparità di ricchezza nella città. Una proposta sulla scia delle due recenti Ipo hi tech di Lyft, che ha collocato oltre 30 milioni di titoli rastrellando oltre due miliardi di dollari sul mercato, e di Uber, che ha collocato 180 milioni di titoli raccogliendo 8,1 miliardi di dollari.

ALIQUOTA IN RIALZO DALLO 0,38% ALL’1,50%

La cosiddetta imposta sulle Ipo aumenterebbe l’aliquota della tassa sulle società per la compensazione dall’attuale 0,38% all’1,5%, ripristinando il tasso al livello in vigore fino al 2011, quando la città, appena uscita dalla recessione, la tagliò al fine di impedire alle aziende di delocalizzare.

FINO A 200 MILIONI DI DOLLARI NEI PRIMI 2 ANNI

L’aumento di questa tassa si applicherebbe a tutte le Ipo, e il supervisore della città nonché principale promotore dell’iniziativa, Gordon Mar, membro del consiglio di vigilanza di San Francisco, ha stimato che l’imposta potrebbe arrivare a generare fino a 200 milioni di dollari nei suoi primi due anni. Gordon Mar vorrebbe che la città spenda i soldi per alloggi, trasporti e programmi sanitari per aiutare i lavoratori a reddito basso e moderato a permettersi di vivere in una regione sempre più costosa. “San Francisco nel 2019 si trova in una situazione economica e sociale radicalmente diversa da quello di una decina di anni fa – ha affermato Gordon Mar in un’intervista a Marketwatch – Penso che ci siano tutte le condizioni per ripristinare la nostra relazione con il settore tecnologico”.

FACEBOOK, APPLE E GOOGLE CONTRARIE

È probabile che il consiglio delle autorità di vigilanza di San Francisco voterà la tassa sulle Ipo hi tech nelle prossime settimane e, se dovesse passare, avrebbe poi bisogno dell’approvazione degli elettori a novembre. Nel frattempo la Camera di commercio di San Francisco ha fatto sapere che l’aumento delle tasse spingerebbe le aziende a delocalizzare nel momento in cui diventassero pubbliche mentre il Silicon Valley Leadership Group, che include tra gli altri colossi hi tech quali Facebook., Apple e Google Alphabet, ha dichiarato la volontà di opporsi alla misura.

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NUOVE TASSE ANCHE PER LE AZIENDE DI CAR SHARING

Intanto, oltre al ritocco alle imposte sulle Ipo hi tech, sono in lavorazione altre tasse sulle società tecnologiche. La settimana prossima il presidente consiglio dei supervisori di San Francisco, Aaron Peskin, intende proporre una misura per tassare le entrate delle società di car sharing come Uber e Lyft: una misura che potrebbe far introitare circa 30 milioni di dollari all’anno per il transito e l’uso delle infrastrutture.

PREZZI DELLE CASE ESORBITANTI

La Silicon Valley è stata recentemente sottoposta a diverse critiche in quanto la California, e in particolare l’area della Baia di San Francisco, sono alle prese con una crisi abitativa che in molti casi è stata guidata da una vera e propria impennata dell’occupazione e del reddito nel settore tecnologico. I prezzi delle case a San Francisco, già uno dei mercati immobiliari meno abbordabili degli Stati Uniti, quest’anno potrebbero salire ulteriormente tra lo 0,5% e l’1,9%, mentre soltanto una piccola parte dei cittadini di San Francisco beneficia della ricchezza derivante dalle nuove Ipo hi tech come Uber, Lyft e Pinterest. Non a caso, lo scorso novembre, gli elettori hanno approvato una tassa sulle grandi società per raccogliere fondi per assistere la popolazione dei senzatetto della città.




FinanciaLounge
15 Maggio 2019
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