Idee di investimento – Obbligazioni – 20 maggio 2019

di Redazione

Dopo il consistente recupero dei prezzi dall’inizio di quest’anno le valutazioni dei bond non sono più a buon mercato. Ma la volatilità può aprire spazi di acquisto mentre i green bond esprimono potenziale anche nei mercati emergenti

OBBLIGAZIONARIO RISCHIOSO IN USA E EUROPA

Le obbligazioni globali sono diventate così costose da lasciare perplessi sul potenziale di ulteriore rialzo, sia delle emissioni societarie più rischiose che del debito sovrano più sicuro. Per questo Pictet Asset Management resta neutrale sulle obbligazioni nel complesso e mantiene una posizione di sottopeso sulla maggior parte del credito e sul debito sovrano dei mercati sviluppati. Circa un quarto del mercato obbligazionario globale offre attualmente un rendimento negativo, in aumento rispetto allo scorso ottobre, ma gli investitori sembrano ignorare il fatto che, sebbene la Fed abbia un certo margine per allentare, le altre banche centrali si stanno scontrando con il limite inferiore dei tassi ufficiali. Il recente rialzo ha reso costosissime a livelli preoccupanti le obbligazioni investment grade e il credito high yield su entrambe le coste dell’Atlantico, e rimanere intrappolati con posizioni importanti in una classe di attivi illiquida quando il sentiment cambia è pericoloso, scrivono nell’articolo Difficile per le azioni globali proseguire il rally di inizio anno gli esperti di Pictet AM, spiegando così il suo sottopeso nelle obbligazioni investment e non-investment grade in Europa e negli USA. Al contrario, la casa mantiene un sovrappeso sulle obbligazioni dei mercati emergenti denominate in valuta locale e in dollari.

UN CONTESTO FAVOREVOLE AL “CARRY”

Alla luce di quanto accaduto dall’inizio dell’anno, e tenendo conto della combinazione di carovita moderato, crescita solida e un tonico mercato del lavoro, il Team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management, prevede che i tassi d’interesse stazionino sugli attuali livelli , creando un contesto favorevole al reddito derivante dall’importo delle cedole (il cosiddetto carry): ne consegue, che eventuali allargamenti degli spread (differenziali di rendimento rispetto ai governativi core) potrebbero costituire una buona opportunità d’acquisto. Le conclusioni a cui giunge il team, illustrate nell’articolo Obbligazioni, opportunità di acquisto dal rialzo degli spread, partono dalla constatazione di quanto accaduto nell’ultima riunione del Federal Open Market Committee della Federal Reserve. In quella occasione il presidente della banca centrale Usa, Jerome Powell, ha definito “appropriati” gli attuali livelli dei tassi d’interesse: una precisa indicazione che denota, secondo il Team, come la Fed non sembri affatto intenzionata a tagliare i tassi esclusivamente in ragione di un’inflazione contenuta. E’ vero che i prezzi al consumo delle famiglie (PCE) sono scesi su valori molto bassi, ma è altrettanto vero che sia la spesa dei consumatori – vicina all’obiettivo del 2% della banca centrale – e sia la buona tenuta del mercato del lavoro – come dimostra il robusto dato dei nuovi posti di lavoro creati in aprile – segnalano una solida economia.

HIGH YIELD USA, UN INTERESSANTE PUNTO DI INGRESSO

Ma c’è anche chi, come Shannon Ward, investment director di Capital Group, si dice convinta che l’high yield Usa, continui ad esercitare un certo appeal, con valutazioni ragionevoli e rendimenti interessanti, anche dopo il recupero che questa asset class ha registrato nei primi quattro mesi di quest’anno, durante i quali i prezzi hanno bilanciato quasi tutte le perdite dell’ultimo trimestre del 2018. “Da notare che l’elevato tasso di rendimento corrente, attualmente pari al 6,37% in base all’indice Bloomberg Barclays US High Yield 2% Issuer Cap al 31 gennaio 2019, permette a un portafoglio high yield di sopportare un livello superiore di default (fallimento dell’emittente, ndr), una volatilità di mercato costante o un cambiamento della propensione al rischio. Il tutto con un livello di rendimento comunque generoso: è il cosiddetto ‘potere della cedola’”, tiene a precisare nell’articolo Bond high yield Usa, c’è valore anche dopo il recente rally Shannon Ward. L’esperta puntualizza che una buona fonte di valore si sono rivelati i segmenti con rating B e CCC. Si tratta di titoli emessi da società caratterizzate da una leva finanziaria elevata, spesso conseguenza di un’acquisizione finanziata con il debito e che spesso, secondo Shannon Ward, subiscono un declassamento ingiustificato. Proprio all’interno di questi segmenti dell’high yield Usa, gli analisti di Capital Group riescono a scovare opportunità di apprezzamento del capitale al momento della revisione al rialzo del rating.

BOND ASIA, FONDAMENTALE LA SELEZIONE

Anche Bryan Collins, gestore del FF Asia High Yield Fund e del FF China RMB Bond Fund di Fidelity International, specifica, nell’articolo Dazi, la Cina è più preparata rispetto al 2018, quanto sia importante la selezione dei titoli. “Nel complesso – commenta il gestore – le notizie correlate al protezionismo commerciale comporteranno ondate di volatilità in alcune aree, nonostante i positivi fondamentali macroeconomici. Con buona probabilità, tuttavia, ne scaturiranno potenziali opportunità di acquisto, ferma restando una scrupolosa selezione di emittenti e di titoli. Forse l’intensificazione del conflitto dei dazi spingerà la Cina a gettare uno sguardo più approfondito a livello nazionale, al fine di mantenere la stabilità economica e sociale e comportando probabilmente un allentamento del suo target. L’Assemblea nazionale del popolo cinese ha recentemente confermato che proseguirà il suo programma di ulteriore sostegno monetario e fiscale, combinato con iniziative per incentivare la domanda interna”.

GREEN BOND, VOLANO ANCHE PER LE ECONOMIE EMERGENTI

Infine, merita una segnalazione l’articolo Green bond, la chiave per lo sviluppo sostenibile dei Paesi emergenti, nel quale si cita un report di Amundi e Ifc, membro della Banca Mondiale. Uno studio focalizzato esclusivamente sugli investimenti in green bond nei mercati emergenti, con l’obiettivo di facilitare la conoscenza degli investitori sul mercato dei green bond in queste economie combinando il quadro di mercato e previsioni di cruciale importanza per gli emittenti e gli investitori. In particolare, Yerlan Syzdykov, Head of Emerging Markets in Amundi, ha sottolineato l’impegno a diffondere la conoscenza e la leadership di pensiero per affrontare le principali sfide sociali che il mondo si trova a fronteggiare: contribuire allo sviluppo della finanza sostenibile è fondamentale per mobilitare gli attori della sfera politica e gli investitori nella lotta contro il cambiamento climatico.

shulz / E+


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